Plastic Eagle è il primo album dei Maxwell Pies ed è tutto da scoprire

I Maxwell Pies sono un gruppo musicale abruzzese proveniente da Avezzano.

Sono da sempre legati al rock, dopo alcune live nei locali sia in Abruzzo ma anche nel Lazio, finalmente da pochi giorni è disponibile il loro primo album Plastic Eagle, un insieme d’emozioni, rimandi al passato e un buon inizio per il loro futuro.

La band riversa in questo album tutta la loro vita, le loro passioni andando veramente a descrivere al meglio tramite delle canzoni che spaziano su tutte le sfumature del rock andandosi a concentrare sull’alternative.

Il gruppo è composto in questo modo:

Voce: Giovanni “Stills” Ridolfi

Chitarre: Matteo “Young” Di Domenico

Basso: Giordano “Grevitsch” De Amicis

Batteria: Ivan “The Log” Bove

Le musiche sono il frutto del lavoro di gruppo dei quattro giovani avezzanesi, i quali, grazie alle rispettive influenze musicali, fanno convergere ciascuno il proprio apporto nella composizione e l’arrangiamento. Lo stesso, mutatis mutandis, vale per i testi: laddove il songwriter vero e proprio è Stills, il cantante, comunque i temi e le suggestioni che caratterizzano le canzoni sono il frutto di una sorta di “osmosi” delle personalità e delle inclinazioni di tutti e quattro i membri della band. Così spiccano i temi dell’ambientalismo, della tolleranza e della critica sociale. Non mancano le canzoni d’amore, come Light at the end of the tunnel e One of My Kind.

Prima di parlare singolarmente delle canzoni presenti non possiamo non dare una valutazione, personale, del disco, delle influenze, del ritmo e anche dei testi.

Al primo ascolto riconosciamo un’influenza rock presente in tutto il disco, sia nelle canzoni in cui c’è un ritmo più incalzante, ma anche nelle canzoni che sono più delicate, dove anche nel testo leggiamo una voglia di trasmettere delle emozioni di felicità ma anche più rassicuranti, ogni pezzo presente nell’album non è simile all’altro, ogni canzone è singolare, unica nella sua interezza, se non si ascoltano tutte le canzoni, non si comprende al massimo quello che questi 4 ragazzi vogliono trasmettere tramite questo loro primo album, che porta con se un impegno non indifferente, data anche la giovane età dei componenti del gruppo, ma che nonostante questo riescono a creare un prodotto buono, senza troppi fronzoli, o elementi che vogliono dare una sensazione di sperimentazione, i Maxwell Pies sono un gruppo rock e questo è assodato.

Con questa ultima parte vogliamo proprio parlare in modo più approfondito delle singole canzoni.

La prima canzone che troviamo nell’album è Stone Or A Star, è un inizio che porta a capire quali sono le intenzioni del gruppo, dove provano a far capire che questo album sarà un viaggio nel rock quello vero, composto da riff, una batteria potente, una voce che riesce a trasmettere tutto ed un basso sempre presente che accompagna tutti i pezzi dando una profondità unica.

Nel disco troviamo dei pezzi che sono già evocativi dal titolo, come Fake Sun o Light at the end of the tunnel dove il gruppo cerca di raccontare una storia con una sonorità a fare da contorno unica, che trasporta l’ascoltatore e lo porta a riflettere anche tramite le parole.

In Light at the end of the tunnel partendo proprio dal testo possiamo leggere “Where we are all alone Well we are not alone no more.”

Come quasi una speranza che vuole proprio trasparire da questa strofa ed è proprio quello che vogliono far trasparire i Maxwell Pies, che non siamo soli, nonostante ci saranno problemi, nonostante c’è quella sensazione di sentirsi soli c’è sempre una luce in fondo al tunnel.

Il resto dell’album è tutto da scoprire, se vi è piaciuto Light at the end of the tunnel, Chains of Babylonia  e One of my kind vi conquisteranno, il riff presente in Flames of Anger è un momento di distacco, la chitarra è la protagonista di questa canzone.

In conclusione questo primo album fa ben sperare per il loro futuro, si sente che credono ancora nel rock, che qualcosa tramite la musica può essere ancora trasmesso; il loro impegno, i loro sacrifici, soprattutto quello di scrivere un album nella pandemia di Covid-19 aiuta a comprendere quanto credono in questo progetto, in quello che fanno, forse l’ultimo pezzo dell’album Wait For Me cerca di dirci quanto quest’album fosse importante per loro e quanto dovevamo aspettarlo, ma finalmente è arrivato è qui, sperando al più presto anche d’averne un secondo, un terzo, perché i Maxwell Pies sono qui per restare e speriamo per emozionarci ancora.

Lyric video di Light at the end of the tunnel:

•Videoclip di Plastic Eagle:

•Spotify:

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