Punto Nascita di Sulmona: Tutti contro la Regione Abruzzo

SULMONA – «Il Punto Nascita di Sulmona non si salva a parole né con la richiesta di mobilitazione generale, ma con investimenti e risorse da parte di Regione e Asl per adeguarlo ai parametri di sicurezza richiesti dal Ministero già dal 2018 con personale e mezzi e con l’attivazione di guardia attiva h24».

Anna Maria Casini

È quanto afferma il Sindaco di Sulmona, Annamaria Casini: «Una pessima notizia la chiusura del Punto Nascita di Sulmona, in linea con l’abbandono della sanità Peligna. Il precedente governo regionale lo aveva salvato ottenendo la deroga, ora la Giunta regionale attuale avrebbe dovuto agire con la programmazione per garantirne la definitiva salvaguardia, come da sempre propagandato, e invece non fa nulla per evitare che chiuda. Paghiamo il mancato varo della nuova rete ospedaliera che prevedeva una diversa annunciata qualificazione per il nostro ospedale e la conferma del Punti Nascita, peraltro mai passata in Consiglio Regionale.  La chiusura del reparto – continua il sindaco – sancirà il fatto che il presidente, Marco Marsilio e l’assessore Nicoletta Verì non hanno mantenuto nessuna delle promesse fatte in campagna elettorale. Si assumano ora le loro responsabilità – tuona il primo cittadino – e mettano mano una volta per tutta alla rete ospedaliera allocando anche risorse regionali se necessario, perché finalmente si dia stabilità al Punto Nascita di Sulmona nell’interesse di una vasta area montana. Attendo di leggere gli atti e mi riservo ogni iniziativa a tutela».

Gabriella Di Girolamo

A sostenere l’idea di una linea comune il senatore pentastellato, Gabriella Di Girolamo che nei prossimi giorni convocherà le forze in campo. «La Regione Abruzzo e l’assessore Verì devono spiegarci quali siano stati gli impedimenti per attuare gli investimenti assicurati dal centrodestra regionale in campagna elettorale per mettere in sicurezza  questo Punto Nascite che – scrive Di Girolamo -, ad oggi, permetterebbero di garantire  il diritto di tutte le mamme del territorio di essere assistite e partorire a Sulmona».

Anthony Pasqualone

A definirlo un atto “ostile” nei confronti dell’intera comunità della Valle Peligna e dell’Alto Sangro, la Cgil. «Questa scelta – precisa Anthony Pasqualone – va ad impoverire ulteriormente i servizi essenziali di un territorio già da anni attraversato da una grave crisi economica, sociale ed occupazionale. Esprimiamo, nuovamente, la nostra netta e ferma contrarietà alla chiusura del punto nascita ed affermiamo che, come dichiarato in anni di lotte e battaglie a tutela del diritto alla salute, questo Punto Nascita non solo non può essere chiuso, ma deve diventare oggetto di quei necessari investimenti la cui mancanza, ormai annosa, ha determinato un lento e progressivo declino dei servizi sanitari a svantaggio della popolazione delle aree interne». In chiosa al comunicato la Cgil puntualizza: «Riteniamo da sempre che la vertenza sul punto nascita di Sulmona sia prima di tutto una questione di civiltà, e sappiamo che sguarnire un territorio così vasto di un presidio fondamentale è una scelta scellerata».

Pierpaolo Pietrucci

A chiudere gli interventi giornalieri il consigliere regionale, Pierpaolo Pietrucci che consiglia al governatore abruzzese di decidere se essere il Presidente della Regione che sa interloquire con il Governo per programmare il futuro della sanità abruzzese «o un sobillatore di folle che tenta di nascondere le sue inettitudini dietro la chiamata alle armi dei cittadini peligni facendo leva, per giunta, sull’esasperazione e la paura proprie di un periodo come quello pandemico. Sia chiaro – continua – la responsabilità della chiusura della struttura è tutta della Regione. La messa in sicurezza del Punto nascita di Sulmona, soprattutto con l’adeguamento del personale medico e ostetrico sotto dimensionato, doveva essere attuata quando si è chiesta la deroga al Comitato nazionale e non dopo a parole. Il regolamento ministeriale sulle deroghe, infatti, è chiarissimo: il rispetto degli standard deve essere concreto e reale e non teorico e futuribile. A Marsilio dico che è giunto il momento di cominciare a scoperchiare i danni fatti alla Sanità abruzzese dall’inerzia della sua Giunta e di assumersi le responsabilità proprie di chi governa».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *