San Valentino. Storie, curiosità e leggende attorno alla Festa degli Innamorati


ROMA – Che giorno romantico quel San Valentino del 1929! Bugs Morgan dava ordini ai suoi scagnozzi, sicuro di vedere Alfonse al banco degli imputati. Qualcuno, dall’altra parte della città si prendeva cura del suo Tommy Gun. Andava lucidato, oliato, il Thompson voleva essere accudito, il caricatore rotondo doveva essere riempito di pallottole calibro 45 e poi si che faceva il suo dovere… . Giancana aveva tirato a lustro le auto e stava per indossare il vestito da poliziotto, così come gli altri suoi quattro amici.

Il massacro di San Valentino

Nel garage di North Clark Street, gli irlandesi di Moran attendevano un carico di alcool. I poliziotti fecero irruzione in quel momento e quelli si lasciarono mettere in fila, addosso al muro, tanto poi agli sbirri avrebbero dato la solita mazzetta e tutto finiva lì. Peccato che i piedipiatti fossero gli uomini di Sam Giancana, autista fidato di Alfonse (Al) Capone, che gli scaricarono addosso duecento colpi dei loro Thompson. Fatto quel che dovevano fare, terminarono il lavoro straziando definitivamente quei cadaveri: era un avvertimento per tutti.


Al Capone

Alle 10 e 23 tutto era finito. Moran era morto o meglio lo credettero, visto che uno dei trucidati gli somigliava, ma così non era. Bugs Moran fu creduto morto e lui si guardò bene dal ricomparire in giro, anzì sparì per sempre. Il Napoletano (Capone) era ancora il re incontrastato di Chicago…

San Valentino è il giorno in cui nei garage di Chicago sbocciano i tommy gun, l’aria si profuma di polvere da sparo e i pavimenti si coprono di piombo, è la ricorrenza del massacro.


I lucchetti a Ponte Milvio

Mi viene un dubbio: forse la festa di San Valentino non è quella che Capone fece a Moran, forse è quella “lucchettara” degli innammorati. A Roma, infatti, c’è chi attacca lucchetti a Ponte Milvio come pegno d’amore. Già perché un bel giorno il buon Moccia ebbe l’idea di far chiudere, a due giovani innamorati, nel suo romanzo “Tre metri sopra il cielo” un lucchetto su questo povero ponte e alla trovata geniale i fidanzati italiani risposero: – Cavolo che ideona! Ce ne vogliamo mettere uno pure noi, andiamo amore?  Così le spallette del Ponte, hanno rischiato di crollare sotto il peso delle chiavarde a tal punto che una ordinanza municipale ha vietato l’usanza e l’ha sanzionata.

In verità la prima cosa che mi sovviene riguardo al 14 febbraio è che è stato rovinato tutto il divertimento della ricorrenza e sapete perché? Adesso ve lo dico: La festa di San Valentino trae origine da quella più sfrenata dell’antica Roma che riguardava la fertilità nella quale eccessi e trasgressioni erano all’ordine del giorno. La cosa è interessante…  ne volete sapere di più?

Lupercali

Gli antichi romani, che micchi non erano, festeggiavano ogni anno i lupercalia, gli antichi riti pagani dedicati al dio della fertilità Luperco. Questi riti avevano luogo il 15 febbraio e prevedevano festeggiamenti, diciamo… poco morali, un po’ osè, nettamente in contrasto con l’idea di amore dei cristiani, ma, bisogna pur dirlo,  più divertente. L’apice della festa si aveva quando le matrone romane si offrivano per strada alle frustate di un gruppo di giovani nudi, fanatizzanti del Fauno Luperco. Pure le donne in attesa si davano da fare ad acchiappar nerbate, convinte che la cosa avrebbe fatto bene alla nascita del figlioletto. Le signore intanto che aspettavano i colpi, rimiravano  lo spettacolo dei corpi di quei baldi giovani, che arrivavano, frusta in mano, completamente nudi o con un gonnellino di pelle intorno ai fianchi, per dar loro una strapazzata.


San Valentino da Terni
Papa Gelasio I

Ora volete che la religione cattolica, dedita alla tristezza, alla contrizione, alla mortificazione della carne, accettasse questa cosa? Ma anche no e così  nel 496 d.C., papa Gelasio I volle porre fine alla faccenda: diamine, la gente si divertiva e la cosa non poteva andare bene. Avete notato che tutto ciò che ci piace o che ci conforta, per Santa Madre Chiesa è peccato? Così Papa Gelasio I si inventò la festa dell’amore che era una vera mosceria, annullò i lupercali e spostò la ricorrenza al giorno precedente, guarda caso dedicato a San Valentino che, obtorto collo, divenne il protettore degli innamorati. Che poi, in realtà, il merito di aver consacrato il Santo come patrono dell’amore è di Geoffrey Chaucer,  l’autore dei Racconti di Canterbury (avete capito bene, quelli un po’ scollacciati) il quale scrisse, in onore delle nozze tra Riccardo II e Anna di Boemia, un poema che associava Cupido a San Valentino ed ecco fatto! A proposito del Santo, si dice anche che è considerato patrono degli innamorati a causa di una leggenda secondo la quale fu il primo religioso che celebrò l’unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana. Io ve lo dico in un orecchio: ad oggi, Valentino, ancora non si sa chi fosse! Di San Valentino ce ne sono tanti, ma due sembrano fare al nostro caso: Il primo, nato a Interamna (oggi Terni) nel 176, proteggeva gli innamorati, li guidava verso il matrimonio incoraggiandoli a mettere al mondo dei figli; il secondo, invece, sarebbe morto a Roma il 14 febbraio del 274, decapitato per aver santificato il matrimonio di cui sopra; quando si dice “perdere la testa per qualcuno”! Per alcune fonti sarebbe lo stesso vescovo di Terni, per altri un martire cristiano, per altri ancora non sarebbe mai esistito. Quindi a quale santo votarsi?


Volete sapere cosa succede nel mondo durante la festività? Adesso vi racconto qualche “spigolatura”.

In Ungheria, il giorno di San Valentino, c’è l’usanza, per i ragazzi e le ragazze, di andare nei boschi a raccogliere bucaneve… eh si, certo, adesso si chiama “raccogliere i bucaneve”… . In alcuni paesi asiatici, il giorno della festa, l‘uomo regala alla donna un abito. Se lei lo indossa significa che ha intenzione di sposare il suo corteggiatore. Il !4 febbraio è considerato dai sarti di quelle parti un giorno maledetto: ci fosse un uomo che entra in sartoria a comprare qualcosa!

Cucchiaio d’amore gallese

Stranezza per stranezza, in Galles, vige l’usanza celtica di regalare un cucchiaio intagliato a mano (lovespoon). Il cucchiaio dell’amore è regalato all’amata come pegno di affetto o simbolo di fidanzamento. In Italia prova a regalare alla tua fidanzata un cucchiaio invece di un anello e guarda che succede …  A Taiwan il 14 febbraio si regalano in numero tradizionale: 108 rose per la proposta di matrimonio, in Italia, se fai così, la proposta di matrimonio te la fa il fioraio. Per coloro che amano le statistiche, sappiano che nel giorno degli innamorati sale la richiesta dei preservativi. Secondo la Durex la vendita per il periodo aumenta del 20%.


Il dio Kamadeva

Un’ ultima spigolatura: In India celebrare la festa di San Valentino è problematico. Ogni anno, infatti, litigano fra le diverse fazioni religiose perchè non vogliono influenze occidentali, che poi nella patria del Kamasutra è una cosa curiosa. Comunque sembra che nella tradizione induista ci sia una leggenda secondo la quale il dio dell’amore Kamadeva, in quel giorno, brandisce un arco fatto di fiori e colpisce uomini e donne per farli innamorare tra loro. Una sorta di cupidone orientale (insomma aggirano il problema facendo, per l’appunto,  “gli indiani”!).

Il Santuario Giubilare delle Sette Chiese

Da noi, San Valentino è anche oggetto di una triste leggenda: Sulle pendici del Colle della Rocca a Monselice (PD) si trova il Santuario Giubilare delle Sette Chiese. Nella settima chiesa, quella di S. Giorgio, riposa il corpo di San Valentino, che non solo protettore degli innamorati, ma anche dall’epilessia. Alla fine dell’800 Mariangela, una donna del posto, era perdutamente innamorata, ma non ricambiata, di un giovane. Ogni giorno si recava dal Santo perché esaudisse il suo desiderio d’amore ma il ragazzo sposò un’altra donna. Mariangela, disperata, salì alla chiesa e si suicidò. Sembra che dal quel giorno la chiesetta sia spesso avvolta da una strana nebbia e testimoni raccontano di sentire anche delle voci.


In questo articolo vi ho presentato molte cose sulla festività tanto cara a Peynet, il disegnatore di Valentino e Valentina, ricordate? Oddio gli era cara si: ne ha fatti di soldi con quei due pupazzetti… È ora di salutarci e vi auguro un buon San Valentino a tutti (senza lucchetti)!

I fidanzatini di Peynet
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