Sanità Marsicana. Un trionfale tonfo di popolarità e consenso del centrodestra

Ospedale di Tagliacozzo

Proteste e tensioni al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano

TAGLIACOZZO – L’irritazione del popolo Marso sullo stato in cui versa la sanità di questa fiera terra, ha raggiunto ormai livelli di elevata esasperazione. La vocazione al suicidio del centrodestra al governo della regione sembra impossibile da sopprimere.

È accaduto già in anni precedenti. La Marsica resta la preda preferita dell’ingordigia del capoluogo aquilano e dei famelici appetiti della costa, mentre gli eletti marsicani, in seno al governo regionale, restano a bocca asciutta. Essi contano quanto la carta del quattro nel gioco del tressette e come il due di bastoni nella briscola quando comanda coppe. Si distinguono in verità, al pari degli altri componenti di schieramento, per la sconfinata messe di comunicazioni che si rivelano, spesso e volentieri, chiacchiere al vento e tanto fumo con poco arrosto. Il fallimento della sanità marsicana, che resta pur sempre in capo a precise scelte politiche, ne è la prova provata e incontestabile.

Per credere, basta osservare ciò che accade giornalmente all’ospedale di Avezzano e registrare a tutt’oggi, nonostante roboanti annunci di riaperture, ancora le porte sbarrate dei nosocomi di Tagliacozzo e Pescina. Per decenza, non riferiamo degli insulti e contumelie ascoltati stamattina al Pronto Soccorso di Avezzano da ammalati e loro familiari nei confronti di coloro che guidano la baracca, meglio dire la stamberga sanitaria.  Chiunque è consapevole dello stato di emergenza che si sta vivendo.  Ma a tutto c’è un limite.

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