Sanità. Pietrucci (Pd): «Sulla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila pende un taglio da 40 milioni di euro»

Ospedale di Avezzano

L’AQUILA – Sanità delle aree interne, un po’ di sano realismo arriva dal consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci che, carte alla mano, annuncia come per l’aquilano e e per il teramano siano in arrivo complessivamente tagli di risorse per 73 milioni di euro.

Vale a dire che, ammesso e non concesso che si faccia entro un ventennio il novo ospedale di Avezzano, per il momento si resterà con l’attuale inesistente sistema sanitario pubblico e il futuro sarà sempre fatto da ospedaletti, nuovi forse nella struttura, ma mancanti di tutto. Come ora, insomma. Si opera la facciata, il restyling esterno, ma la sostanza non cambia, per intenderci. Con buona pace di qualche sindaco che tenta di gettare ogni giorno un po’ di fumo negli occhi dei cittadini.

Questa nota di Pietrucci: «Si preannuncia un ferale taglio di risorse finanziarie a danno della ASL1 Avezzano-L’Aquila-Sulmona, a seguito della decisione della Giunta regionale di modificare i parametri finora usati nell’assegnazione dei budget alle Aziende sanitarie abruzzesi. Dalle notizie e dalle previsioni che emergono, si rischia un taglio di circa 40 milioni di euro. Una cifra astronomica – il più pesante di tutti, seguito da quello di 33 milioni ai danni della ASL di Teramo – che finirà per devastare anche l’attività ordinaria del San Salvatore e degli ospedali della provincia. Naturalmente i nuovi criteri – che tendono a far prevalere il numero degli abitanti e quindi a parametrare le risorse per quota capitaria – andranno ad avvantaggiare le ASL di Pescara e Chieti.

Già la gestione allucinante della pandemia ha sbilanciato gli equilibri, con la realizzazione del Covid Hospital di Pescara che con i suoi nuovi complessivi 180 posti letto si accredita di fatto – come candidamente ammise in una intervista il responsabile dell’emergenza sanitaria regionale Alberto Albani  – in Regione come unico DEA di II livello. Adesso questa scelta rischia di diventare la pietra tombale della sanità dell’Abruzzo interno. Naturalmente la cosa grave in assoluto è lo spaventoso debito che in meno di due anni la Giunta Marsilio ha riaccumulato sulla sanità: facendo riprecipitare l’Abruzzo con ottime probabilità nella condizione di essere commissariata (!!!) con le conseguenze ben note in termini di minore capacità di decidere, minori risorse, minori servizi.

Pierpaolo Pietrucci

Poi però la decisione della Giunta produce un danno in più. Prima infatti si teneva conto delle “diseconomie di scala” per i servizi effettuati dalle ASL dell’Abruzzo interno e montano per garantire un equilibrio del fabbisogno sanitario. Oggi, al contrario, invece di gestire la situazione con equilibrio e solidarietà tra i territori, ci si accanisce pesantissimamente contro una metà degli abruzzesi. Come ha denunciato il Dg della Asl di Teramo, questa scelta produrrà meno interventi sul personale, i macchinari, le strutture tecnologiche e le prestazioni sanitarie. Addirittura l’impossibilità di garantire l’ordinaria manutenzione degli ospedali.

Questo allarme si aggrava e si amplifica per la ASL1 che ne verrebbe ancora più penalizzata perché godrebbe di una “mobilità sanitaria attiva”. Col paradosso che le prestazioni sanitarie, che si producono e si offrono anche a chi viene da fuori ASL, costano di più di quelle “passive” che si acquistano da altre Aziende. Insomma nelle scelte della Giunta Marsilio si sommano il danno e la beffa. Per questo ci opporremo in ogni modo a queste decisioni scellerate: perché questa volta gli effetti sulla sanità e la salute dei cittadini della provincia aquilana rischiano di essere definitivi e devastanti».

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