Scuole: si riparte domani, ma quali sono le nuove regole?
Al di là della questione mascherine, cosa cambia al momento?
AVEZZANO – Domani ripartono le scuole, ed il caos è già preannunciato.
Cambiano le regole, soprattutto sulla quarantena (come e quando), e la maggior parte delle differenze dipenderanno dalla scuola: asilo diverso da elementari che sono a loro volta diverso da medie e superiori. Vediamo cosa succede.

SCUOLE DELL’INFANZIA E ASILI
Partiamo dai più piccoli, che avranno i protocolli più rigidi per la loro attività scolastica. In presenza di un solo caso di positività, per la classe verranno disposte le seguenti misure:
– attività didattica sospesa per 10 giorni
– quarantena della durata di 10 giorni con test (tampone molecolare o antigenico) con risultato negativo al decimo giorno.
Per il personale scolastico (interno alla scuola o esterno) che ha svolto attività in presenza del caso positivo per almeno 4 ore, anche non continuative, nelle 48 ore precedenti l’insorgenza del caso, si applicano le regole per i contatti stretti ad alto rischio. Le varie regole (ed aggiornamenti) sono e saranno pubblicate sul sito del governo al seguente link: https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=5752

SCUOLE ELEMENTARI
Più si va avanti con l’età, più aumenta il numero di casi necessari per la DaD e diminuisce la quarantena (anche per la risposta positiva alla campagna vaccinale di diversi genitori e figli). Alle elementari, con un solo caso di positività nella classe viene disposto che:
– l’attività didattica resta in presenza; verrà tuttavia raccomandato di consumare eventuali pasti ad una distanza interpersonale di almeno 2 metri;
– parte la sorveglianza con un test antigenico rapido o molecolare da svolgersi prima possibile dal momento in cui si è stati informati del caso di positività e da ripetersi dopo cinque giorni.
Se il risultato del primo tampone è negativo si può rientrare a scuola. Se invece è positivo, è necessario informare il Dipartimento di Prevenzione (DdP) e il medico o il pediatra e non si può rientrare a scuola. Stesso discorso per il secondo tampone: se il risultato è positivo, è necessario informare il DdP e il medico o il pediatra e non recarsi a scuola. Per il personale scolastico (interno o esterno) si va in regime di auto-sorveglianza, anche se si ritiene opportuno raccomandare per il personale posto in auto-sorveglianza di effettuare comunque i test diagnostici al primo ed al quinto giorno dal contatto.
Sempre alle elementari, in presenza di almeno due casi positivi si passa alle seguenti regole:
– sospesa l’attività in presenza, si applica la didattica a distanza (DaD) per la durata di 10 giorni;
– quarantena della durata di 10 giorni con test di uscita (tampone molecolare o antigenico) con risultato negativo.
Per il personale scolastico (interno o esterno) che ha svolto attività in presenza dei casi positivi per almeno 4 ore, anche non continuative, nelle 48 ore precedenti l’insorgenza del primo caso, si applicano le regole per i contatti stretti ad alto rischio.

SCUOLE MEDIE E SUPERIORI
Si sale ancora con l’età e si sale ancora con la soglia di contagi; ma partiamo dalla base: in presenza di un caso di positività nella classe vengono disposte le seguenti misure (per gli allievi frequentanti la stessa classe del caso positivo):
– attività didattica in presenza, con l’obbligo di indossare dispositivi di protezione FFP2 per almeno 10 giorni; si raccomanda di non consumare pasti a scuola, a meno che non possa essere mantenuta una distanza interpersonale di almeno due metri;
– auto-sorveglianza.
Per il personale scolastico (interno o esterno) che ha svolto attività in presenza del caso positivo per almeno 4 ore, anche non continuative, nelle 48 ore precedenti l’insorgenza del caso, si applica la misura sanitaria dell’Auto-sorveglianza.
In presenza di due casi positivi nella classe, le misure previste sono diverse in base allo stato vaccinale:
- per gli alunni che non abbiano concluso il ciclo vaccinale primario o che lo abbiano concluso da più di 120 giorni, che siano guariti da più di 120 giorni e ai quali non sia stata somministrata la dose di richiamo si prevede:
– sospesa l’attività in presenza, si applica la didattica digitale integrata per la durata di 10 giorni;
– quarantena di 10 giorni con test di uscita (tampone molecolare o antigenico) negativo; - per gli alunni che abbiano concluso il ciclo vaccinale primario, o che siano guariti da meno di 120 giorni e per coloro ai quali sia stata successivamente somministrata la dose di richiamo, si prevede:
- attività didattica in presenza con l’obbligo di indossare dispositivi di tipo FFP2 per almeno 10 giorni; si raccomanda di non consumare pasti a scuola, a meno che non possa essere mantenuta una distanza interpersonale di almeno due metri
- auto-sorveglianza.

Le nostre considerazioni
Da questa differenza bisogna notare una cosa: con la nuova normativa, i requisiti per poter frequentare in presenza devono essere dimostrati dall’alunno interessato. L’istituzione scolastica quindi, per effetto dell’intervento legislativo, dovrà prendere conoscenza dello stato vaccinale degli studenti in questo specifico caso.
Sembrerebbe inoltre che il governo abbia stanziato oltre 92 milioni di euro per consentire a tutti gli studenti a cui verrà applicata l’auto-sorveglianza di effettuare i test gratuitamente in farmacia e nelle strutture convenzionate.
Per il personale scolastico (interno o esterno) che ha svolto attività in presenza dei casi positivi per almeno 4 ore, anche non continuative, nelle 48 ore precedenti l’insorgenza del primo caso, si applicano le regole per i contatti stretti ad alto rischio.
In presenza di almeno tre casi di positività si prevede:
- sospesa l’attività in presenza, si applica la didattica a distanza per la durata di dieci giorni;
- si applicano le regole per i contatti stretti ad alto rischio per personale scolastico (interno o esterno) e per gli alunni a contatto con i casi di positività
Questo sarà dunque il sistema di tracciamento per fronteggiare il rientro in ambiente scolastico previsto dal Governo. Resta da vedere se il sistema reggerà (come detto nel seguente articolo, la situazione tamponi in Abruzzo è vicina al sovraccarico https://www.espressione24.it/tamponificio-marsica-navigando-a-vista-fra-errori-e-mala-organizzazione/ ).
Sicuramente Gennaio sarà il mese più complicato, e come sperano da Roma il mese della svolta: fra il rientro a scuola e l’estensione dell’obbligo vaccinale, bisogna lanciare la palla avanti fino al 31 Gennaio. Da lì si vedrà…
