«Se vai a Santiago e non a Padrón»: Valentino Pisegna spiega il significato del più antico proverbio jacobeo
«Quen vai a Santiago e non ao Padrón, ou fai romaría ou non». È uno dei proverbi più antichi della tradizione popolare galiziana. In italiano è conosciuto come: «Se vai a Santiago e non a Padrón, o fai il pellegrinaggio oppure no». Un detto che, ancora oggi, racchiude il significato più profondo del Cammino di Santiago e il legame inscindibile tra Padrón e Santiago de Compostela.
A richiamarne il valore storico e spirituale è il Cav. Valentino Pisegna, divulgatore del Cammino di Santiago, delegato per l’Abruzzo della Confraternita di San Jacopo di Compostella di Perugia. «Padrón rappresenta il punto d’origine simbolico del Cammino, mentre Santiago ne costituisce il compimento», spiega Pisegna. «Il proverbio non mette in contrapposizione le due località, ma ricorda che il pellegrinaggio affonda le sue radici proprio a Padrón, luogo in cui, secondo la tradizione, approdò l’imbarcazione che trasportava il corpo dell’apostolo San Giacomo il Maggiore».
Secondo la tradizione jacobea, infatti, dopo il martirio dell’apostolo a Gerusalemme, i suoi discepoli ne trasportarono il corpo via mare fino alle coste della Galizia. Lo sbarco sarebbe avvenuto nell’antico porto di Iria Flavia, l’attuale Padrón, dove ancora oggi è custodita nella Chiesa di Santiago la celebre pietra del Pedrón, alla quale, secondo la leggenda, venne ormeggiata l’imbarcazione che trasportava le reliquie. Da quel luogo avrebbe avuto inizio il percorso che condusse alla sepoltura dell’apostolo nel luogo dove oggi sorge la cattedrale.
Negli ultimi anni, osserva Pisegna, «accanto ai tradizionali itinerari a piedi, è cresciuto l’interesse per il cosiddetto Cammino Marittimo-Fluviale, una variante riconosciuta che permette ai pellegrini di ripercorrere simbolicamente l’ultimo tratto del viaggio dell’Apostolo risalendo in barca il fiume Ulla fino a Padrón. È un’esperienza che unisce storia, memoria e spiritualità», continua «Percorrere il Cammino dall’acqua significa rivivere il racconto delle origini del pellegrinaggio attraverso una prospettiva diversa. L’acqua, nella tradizione cristiana e jacobea, è simbolo di vita, di rinascita e di purificazione, e rende questo itinerario particolarmente suggestivo».
Per il divulgatore abruzzese, questa crescente attenzione verso i percorsi storici dimostra come il Cammino di Santiago continui a rinnovarsi senza perdere la propria identità. «Oggi il Cammino è un’esperienza sempre più plurale. C’è chi lo affronta per motivi religiosi, chi per ragioni culturali, chi per una ricerca personale o semplicemente per il desiderio di mettersi alla prova. Cambiano le motivazioni e gli itinerari, ma resta immutato il cuore del pellegrinaggio: un viaggio che conduce non solo verso una meta geografica, ma anche verso una più profonda conoscenza di sé».
Il proverbio galiziano, conclude il dott. Pisegna, «conserva ancora oggi tutta la sua forza evocativa. Non invita semplicemente a visitare due luoghi simbolo della Galizia, ma ricorda ai pellegrini che il Cammino non è soltanto l’arrivo davanti alla cattedrale di Santiago de Compostela. È una storia che affonda le proprie radici a Padrón, tra memoria, fede e tradizione, e che continua a vivere nei passi di milioni di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo».
