Servizi tecnici alla Asl1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila. Tangredi (Fim-Cisl): «In arrivo trenta esuberi»

AVEZZANO – Si profilano 30 esuberi fra i lavori “esterni” dei servizi generali attualmente impegnati nelle strutture sanitarie della Asl1 Avezzano-L’Aquila-Sulmona.

Lo annuncia il segretario territoriale della Fim-Cisl, Antonello Tangredi, all’esito dell’incontro avuto in Prefettura per risolvere quest’ennesima crisi sociale ed occupazionale.

Insomma, nella sanità delle aree interne d’Abruzzo, la disorganizzazione è strutturale, lavorativa e ambientale.

Sede Asl1 ad Avezzano

Questa l’analisi e l’annuncio di proteste e vertenze diffuso dallo stesso Segretario territoriale Fim-Cisl, Antonello Tangredi: «La triste conferma è arrivata oggi (18 novembre 2021 ndr) dalla Asl1-Abruzzo, nell’incontro tenutosi presso la Prefettura, chiesto dalla Fim-Cisl.

Le preoccupazioni manifestate dal sindacato alla fine di agosto scorso, attraverso il ricorso allo stato di agitazione, con conseguente dichiarazione di sciopero, per il quale la Prefettura aveva organizzato l’incontro di conciliazione sfociato in un verbale con “esito negativo” il 10 settembre, non erano infondate.

Antonello Tangredi

Infatti, anche se i lavoratori (71 ad agosto, 66 oggi) sono stati ricollocati, ovvero passati alla nuova Società aggiudicataria dell’appalto con contratto tempo indeterminato, per circa 30 di loro il contratto dovrà intendersi a tempo “determinato” nel giro di poco più di anno.

In sintesi, l’appalto, così com’è stato concepito, contempla una serie di revisioni nei servizi generali (16 figure professionali definite “criticità”) e termo-idraulici-caldaisti (oltre una dozzina di addetti), causa l’istallazione di nuove caldaie che, di fatto, farebbero venir meno la necessità della sorveglianza h-24 – 365 giorni su 365, da parte dei conduttori delle stesse e, quindi, generando nei prossimi 12-14 mesi, un esubero del personale.

Nella trattativa sindacale svoltasi nei mesi di settembre ed ottobre, la Fim-Cisl che, rappresenta oltre 1’80% dei lavoratori, ha fatto il possibile per evitare gli esuberi, marcando stretta la Asl1, pretendendo un impegno scritto, circa le reali rassicurazioni future dei livelli occupazionali ma, questo risultato non è stato raggiunto, in quanto la stessa Asl1, ha solo manifestato un impegno a trovare lavori accessori all’appalto, per cercare di garantire TUTTI.

È del tutto evidente che, solo una dichiarazione d’impegno, riproposta oggi dalla Asl1, identica a quella già fatta il 23 settembre, non è assolutamente sufficiente a tranquillizzare nessuno e, meno che mai, gli operai, ormai già identificabili come esuberi.

L’incontro di oggi, dunque, non è stato foriero di alcun buon esito per la vertenza nella sua interezza, proprio perché le conferme della Asl1, alla presenza del di Capo di Gabinetto della Prefettura, Dott. Emanuele D’Amico, rappresentano, di fatto, una pietra tombale, non solo per le sorti di tanti lavoratori che, ovviamente, saranno difesi fino all’ultima goccia di sangue dalla Fim-Cisl ma, anche per le sorti del Servizio nella Sua globalità che, di conseguenza, inciderà sulla qualità del servizio che potrà essere offerto agli utenti finali, ossia alle persone costrette a ricorrere alle strutture sanitarie provinciali.

Lo stesso capo di Gabinetto è apparso molto preoccupato rispetto alle prospettive occupazionali e sociali che si andranno a prefigurare nel breve periodo, tanto da tenere aperto il tavolo di “crisi” attivato 2 mesi fa, con espressa richiesta alle parti, di comunicare ogni sviluppo, con cadenza periodica.

In risposta è stato comunicato che lo stato di agitazione è stato proclamato e prorogato a sine die.

Evidenziate le vittime di questa ennesima sciagura sociale-occupazionale, bisogna solo dire di chi sono le responsabilità: senza dubbio dei tagli alla sanità operati dalla politica che, da oltre 20 anni, continua a scegliere Dirigenti Incapaci di gestire una “Cosa” tanto delicata.

La partita a difesa dei lavoratori è solo all’inizio: non lasceremo nessuno da Solo!».

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