Simul stabunt, simul cadent: Marsilio come Speranza

Tagliacozzo – La leader di FdI, Giorgia Meloni, non ha resistito. E al grido di “aprire aprire aprire” ha confezionato una bella e dettagliata mozione di sfiducia contro il ministro della Salute, Roberto Speranza. “L’Italia (ma noi, parafrasando, indichiamo l’Abruzzo) – tuona la Giorgia nazionale – ha scontato la gestione caotica e approssimativa messa in atto in primo luogo dal ministro Speranza (noi, mutatis mutandis, diciamo Marsilio) sin dal primo giorno della pandemia. Decisioni confusionarie, ritardi ed errori, nonché la profonda incompetenza che non è riuscita né a prevenire né ad affrontare la seconda ondata che, nonostante fosse largamente attesa e prevista, ha provocato drammatiche conseguenze al nostro Paese (noi sottolineiamo l’Abruzzo, in particolare la Marsica). Decisioni, ritardi ed errori – continua la leader – hanno significativamente compromesso non solo l’efficacia delle strategie di contenimento  da un punto di vista sanitario, ma anche quella dei ricoveri, cure e delle vaccinazioni. Alla luce di ciò – conclude la mozione – si esprime la propria sfiducia a Roberto Speranza (noi insistiamo,  Marco Marsilio) e lo impegna a rassegnare immediatamente le proprie dimissioni”.  

Fatti i debiti mutamenti e le necessarie correzioni, Marco Marsilio si trova nella identica situazione del ministro Speranza. Chissà se al presidente della Giunta Regionale Abruzzese fischieranno le orecchie dopo la dura reprimenda parlamentare della sua “dante causa” nei confronti del responsabile della Pubblica Salute. Perché purtroppo è così: “simul stabunt, simul cadent”.

1 thought on “Simul stabunt, simul cadent: Marsilio come Speranza

  1. Trovo inappropriato il paragone tra Speranza e Marsilio, il primo è il ministro più discreto e corretto dell’intera compagine governativa; il secondo è il presidente di regione tra i più inaffidabili. La sig,ra Meloni farebbe bene a guardare in casa prima di esporsi a ulteriori brutte figure, né sfugge il gioco delle parti tra la esponente di FDI, peraltro erede della destra italiana, e l’esponente della Lega Salvini, ora alleato con l’ungherese Orban, in nome di un sovranismo velleitario e distruttivo.
    Gli errori nella gestione della pandemia ci sono sicuramente, ma non oso pensare a cosa sarebbe ora del nostro paese se la gestione fosse stata di questa destra italiana, spocchiosa e “violenta”.
    Mario Casale

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