“Soram atque Albam coloniae deductae”. Storia di una Colonia: l’origine di Alba Fucens

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ALBA FUCENS – Oggi iniziamo un viaggio che ci porterà alla scoperta di uno dei gioielli archeologici dell’Abruzzo e d’Italia: Alba Fucens. Questo sarà un viaggio attraverso il sentiero della storia di questa importante colonia latina che, dalla fondazione, ci porterà fino alle 13 gennaio del 1915 (anno del terribile terremoto che sconvolse la Marsica).

Marsa o Equa? Da tempo si discute sull’origine di questa città e spesso lo si fa inserendo l’orribile pratica del campanilismo; ma noi seguiamo una stella molto più lucente, le fonti storiche ed archeologiche. Iniziamo allora questo viaggio.

Tito Livio, uno dei più grandi storici dell’Antica Roma, ritiene che il territorio in cui venne edificata la colonia era di proprietà equa, una popolazione simile ai Marsi e anch’essa molto bellicosa. Durante l’espansione della nascente potenza romana, non sfuggì ai romani il punto strategico del futuro nucleo di Alba. Incastonata tra i tre colli (Pettorino, San Pietro e San Nicola) guardava ad ogni posizione e poteva “tener d’occhio” sia il Lago del Fucino e sia i Marsi.

Siamo tra il 304 ed il 303 a.C sotto il consolato di Lucio Genucio e Servio Cornelio quando, a seguito della vittoria contro gli Equi, venne fondata Alba Fucens. Il ruolo strategico che ebbe la colonia fu avvalorato dai 6.000 coloni che Roma inviò lì. Questo ce lo ricorda Livio nel IX libro capitoli 43-45 della sua opera “Ab urbe condĭta”: “Soram atque Albam coloniae deductae. Albam in aequos sex milia colonorum scripta”. Questo legame unirà ancor più la colonia di Alba con Roma, tanto è vero che nel III secolo a.C, nel cuore della terza guerra sannitica, una forte coalizione formata da Etruschi, Sanniti e Galli puntava su Roma: e grazie anche all’apporto degli Albensi che le truppe della repubblica romana riuscirono a battere la coalizione nella vittoria di Sentino nel 295 a.C.

Ma come funzionava una colonia di diritto latino come Alba Fucens? Innanzitutto bisogna dire che era una nuova entità statale, retta da magistrati locali e con una strategica autonomia amministrativa. In alcuni casi potevano coniare le monete come fu nel caso di Alba Fucens che coniò gli “oboli”, con la testa di Minerva da una parte e l’aquila dall’altra, il “diobolo”, con Mercurio da un lato ed il grifone dall’altro e l'”emiobolo”. Fatto sta che la colonia latina, come Alba, in caso di guerra doveva inviare a Roma uomini e mezzi (come nel caso delle guerre sannitiche) inoltre non tutti i cittadini delle colonie avevano in possesso la cittadinanza romana: il “civis romanus sum” come disse San Paolo secoli più in la. Tali colonie, oltre a controllare la diffusione e l’emissione della cittadinanza romana, avevano lo scopo di tener sott’occhio le popolazioni vicine. Erano rette da duoviri, da una sorta di senato locale e da un’assemblea popolare (simile alla Boulé ateniese).

Ricostruzione di Alba Fucens

Concludiamo questa prima tappa del nostro viaggio con la spiegazione del nome di Alba Fucens. Si sta tutt’ora discutendo sulla reale origine del termine “Alba”: l’idea predominate, quella più romantica, vuole l’origine del termine con la posizione strategica della colonia. Ovvero Alba Fucens = ammirare l’Alba sul lago del Fucino. Ulteriori ricerche vogliono l’origine di tale nome legato al culto locale della divinità Alba che corrisponde alla dea greca Eos (la dea dell’Alba).

La prossima tappa del nostro viaggio lungo la storia di Alba Fucens farà tappa nel cuore del periodo repubblicano: dalle guerre puniche, passando per le guerre sociali fino al nascente impero.

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