Spostate le panchine di Piazza Risorgimento. Il dibattito politico può cambiare argomento.

Avezzano- Spostate di 5 metri a Sud le panchine di Piazza Risorgimento. Restyling? Cambiamento? No, un’ esigenza provvisoria per contrastare il contagio da Covid19 e consentire il passeggio dei cittadini evitando assembramenti tra marciapiede, attività commerciali e piazza, consentendo alle attività commerciali di poter ampliare la superficie per sedute e tavolini.

Non se ne è accorto nessuno, salvo qualche presente all’operazione di traslazione. Una discussione, quella sulle panchine, infinita a cui la politica ha voluto partecipare attivamente ed a vario titolo. Tanti si sono lanciati in critiche, idee, rivendicazioni, qualcuno propositivo altri stpefatti dalla tragica decisione.

Tutto è iniziato quando le attività commerciali presenti in quel tratto, hanno rivendicato più spazio per poter posizionare tavolini e sedute alla luce delle restrizioni e delle distanze tra persone imposte dal governo. Il Commissario Straordinario ha prontamente deciso di rispondere con parere favorevole alla proposta dei commercianti spostando le panchine dall’altra parte di quella che una volta era la carreggiata.

Il dibattito politico della Città di Avezzano acceso e promosso dalla notizia di spostamento di qualche metro di 10 panchine installate un anno prima. È senz’altro un privilegio della democrazia quello di poter discutere così a lungo e liberamente di 10 panchine, ma monopolizzare il dibattito ed i media come se fosse unico e imprescindibile argomento è sembrato forse eccessivo durante una situazione sanitaria, economica e sociale così difficile.

Ma prendere decisioni, assumersi delle responsabilità e parlare di cose più importanti sembra essere diventato un argomento delicato, stagionale e condizionato da propagande nazionali. E allora le discussioni diventano futili e nelle piccole realtà, si fanno sempre più inutili, sempre più vicine alla fantascienza e lontane dai problemi dei cittadini e dalle difficili soluzioni da dare questi. Ma c’è da sottolineare che le motivazioni che hanno spinto la politica ed i cittadini a prendere posizioni così nette sono altre e, dopo la riapertura alle auto ai due incroci prima personalizzati ed ora lo spostamento delle panchine, a molti è sembrato che queste decisioni siano state prese a senso unico e per il benessere di pochi e non della collettività.

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