Stabilizzazione lavoratori precari della ricostruzione. La Cgil: «Procedura per tutti con i tempi necessari»

L’AQUILA – Entra nel vivo, a L’Aquila, la discussione ed il confronto, fra Comune, sindacati e associazioni di categoria, relativamente alla procedura per giungere alla stabilizzazione dei lavoratori precari della Ricostruzione post Sisma del 2009.

Dopo l’incontro tenutosi il 9 febbraio scorso, e l’invio alle parti, dall’Amministrazione comunale, del documenti per arrivare alla stabilizzazione, si sta sviluppando ora un dibattito riguardante la necessità di stabilizzare tutti i lavoratori interessati, tutelando i loro lavori e le professionalità acquisite.

Questa la nota inviata al Sindaco di L’Aquila, Pierluigi Biondi, dai segretari Regionale e Provinciale della Fp-Cgil, Luca Fusari ed Anthony Pasqualone: «Egregio Sindaco, purtroppo il poco tempo a disposizione sul documento proposto, inviato alle ore 19,00 di ieri e per il quale si è richiesto la sottoscrizione entro le ore 10 di questa mattina, non ci ha consentito di risponderle prima. D’altronde l’importanza del documento stesso richiedeva un’attività di elaborazione, di analisi e di valutazione che non poteva certo concludersi nel poco tempo concesso.

Nel merito, nel rimarcare il nostro impegno storico per la definizione positiva della ormai annosa vertenza del personale precario della ricostruzione, Le formuliamo le seguenti osservazioni al fine di esprimere la posizione di questo sindacato:

  1. L’ istanza di finanziamento per la stabilizzazione del personale precario, ancorché inviata entro i termini stabiliti dal DL 104/2020 dal comune dell’Aquila, soggiace alla “riapertura dei termini” disposta dalla legge di bilancio 2021, L.178/2020 art. 1, comma 952, che modifica l’art. 57, comma 3 -bis, del DL 104/2020 fissando la scadenza al 31 marzo 2021. E’ di palese evidenza che solo dopo tale scadenza si provvederà a censire gli enti richiedenti, alla assegnazione delle risorse spettanti e ad emanare il previsto decreto di erogazione delle risorse richieste per la stabilizzazione. Quindi, la sollecitazione al Dipartimento della Funzione Pubblica a fare presto altrimenti si procede alle assunzioni sulla base delle limitate capacità assunzionali dell’ente è del tutto fuori luogo considerato che è necessario dover attendere la scadenza dei termini suddetti per verificare la conferma o meno del finanziamento. Chiaramente questa O.S. si impegna a fare tutti i giusti solleciti esperito tale termine. Inoltre, solo la negazione del finanziamento (eventualità del tutto improbabile atteso la super capacità del finanziamento disponibile: 31 mln e 83 mln di euro) giustificherebbe l’avvio delle procedure di stabilizzazione secondo le proprie capacità assunzionali.
  2. Alla luce della vigente legislazione in materia di assunzioni il Comune dovrebbe avere previsto l’aggiornamento del proprio piano di fabbisogno del personale con le capacità assunzionali “ulteriori” che la citata normativa (DL 104/2020 e L. 178/2020) consente di realizzare. Occorre osservare, tuttavia, che dal richiamo “il comune dell’Aquila procederà comunque all’avvio delle procedure per la stabilizzazione del proprio personale e di quello dell’Usra, per i quali l’amministrazione ha già previsto nel proprio piano assunzionale 2021-2022 il relativo fabbisogno..” mancano i lavoratori dell’USRC oggetto della discussione di ieri, poiché non inseriti nel Piano del Fabbisogno e comunque nel Piano assunzionale 2021/2022. Questo sindacato ritiene, invece, che le procedure di stabilizzazione debbano interessare tutti i lavoratori precari ed una accelerazione non giustificata delle procedure potrebbe rilevarsi non corretta e, conseguentemente, pregiudicare il diritto alla stabilizzazione dei lavoratori; potrebbe risultare altresì contraria all’indirizzo assunto da codesta amministrazione per la stabilizzazione del personale precario.
  3. Inoltre non si comprende, e tanto meno si condivide, la posizione del comune di voler procedere alla stabilizzazione sulla base delle proprie disponibilità finanziarie e secondo il piano di fabbisogno (ad oggi carente di tutti i lavoratori per i quali è stata prodotta istanza da codesta amministrazione) in assenza della sollecita risposta da parte del Dipartimento. Anzi, proprio alla luce delle motivazioni addotte dall’ente circa la stabilizzazione del personale precario ( esperienza acquisita, professionalità indispensabili a garantire il buon funzionamento dei servizi e stabilizzazione del personale dell’Usrc in quanto non potrebbero farlo il comune di Fossa ente di piccole dimensioni) si manifesta in maniera palese la necessità di poter ricevere le risorse finanziarie aggiuntive e stabili ( 83 mln di euro dal 2022) stanziate dalla citata legge di bilancio.
  4. Altresì, giova evidenziare che le risorse per la stabilizzazione, che verosimilmente si possono rendere disponibili solo dopo il termine del 31 marzo 2021 e tenuto conto dell’iter burocratico per la concreta erogazione, hanno effetto “sterilizzante” ai fini di quanto disposto dall’art. 33 del DL 58/2019 per cui “sollevano” il comune dal cumulare nella spesa del personale tali costi e dalle entrate correnti il finanziamento ricevuto. Per tali ragioni non comprendiamo le motivazioni  che spingono codesto Ente – in virtù di una eventuale non tempestiva assegnazione delle risorse – a rinunciare alla procedura facendo ricadere a carico del bilancio dell’ente le possibili assunzioni previste nel piano di fabbisogno del personale. Tale posizione sembra ancora più assurda in considerazione del fatto che l’ente fa riferimento alle assunzioni come programma da completare entro il 2022 ed atteso che, tranne eventuali e limitate eccezioni, si tratta di stabilizzazioni dirette senza le lungaggini delle procedure concorsuali.
  5. Questa scelta, non condivisa e sbagliata, oltre a negare la stabilizzazione alle lavoratrici e lavoratori che hanno maturato tale diritto, fa perdere al comune dell’Aquila la possibilità di assumere tutto il personale interessato con oneri a carico dello Stato e fa sperperare risorse proprie che potrebbero essere invece utilizzate per ulteriori assunzioni per garantire servizi ai cittadini ed al territorio ed ulteriore sviluppo ed occupazione».

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