Stazione ornotilogica abruzzese: stop a nuove strade nell’area protetta

Teramo – “Abbiamo letto le proposte degli amministratori della provincia di Teramo che, volendo riformulare il motto “tutte le strade portano a Roma” in “tutte le strade portano a…Prati di Tivo“, hanno depositato contemporaneamente progetti per realizzare:

1) un trenino a cremagliera Isola del Gran Sasso – Prati di Tivo;

2) la cabinovia Montorio al Vomano – Prati di Tivo;

3) una nuova strada a scorrimento veloce A24 – Prati di Tivo.

trenino a cremagliera

Il tutto in pieno Parco nazionale del Gran Sasso, sfruttando gli immancabili fondi per il rilancio europeo (che, sia detto solo en passant, prevederebbero progetti “green” ma tanto è un dettaglio e comunque basterà nel caso spacciarlo come cemento sostenibile e tutto passa)”. Così, in un documento, i responsabili della Stazione Ornitologica Abruzzese onlus

“Sarebbe tutto assai esilarante – continuano – se non fosse che:-ospedali, scuole, strade provinciali esistenti, servizi pubblici, depurazione sono ridotti in molti casi in uno stato pietoso;-stanno già spendendo 500.000 (cinquecentomila euro) per la progettazione della suddetta strada. Pensiamo a quanti progetti di marketing e organizzazione turistica avrebbero potuto finanziare con quel denaro per stimolare forme diverse e meno impattanti di uso turistico della montagna; -la stazione sciistica in questione, su cui sono stati spesi – forse dovremmo correggerci e dire buttati – milioni e milioni di euro nel recente passato, è ferma da tempo per dissidi sui terreni. Senza scomodare il milionario sistema di gestione delle valanghe in parte travolto dalla…neve la scorsa primavera”.

E poi, dalla Stazione ornitologica abruzzese ironizzano:

“Noi a questo punto rilanciamo e proponiamo un mezzo di trasporto elettrizzante: una catapulta da Teramo con ritorno in zipline a volo d’angelo fino a Piazza Martiri! Oppure, se vogliamo unire l’innovazione tecnologica, vedremmo bene anche il teletrasporto. Magari possiamo chiedere ai vicini Laboratori di fisica del Gran Sasso”.

“A parte l’ironia, anche se è difficile rimanere seri davanti a questi proclami, riteniamo sconsiderato pensare di impiegare il proprio tempo per cercare decine di milioni di euro da spendere in una megastrada in pieno parco nazionale invece di investire sui servizi e attività turistiche che in tutte le Alpi stanno spopolando, come trekking, ciaspolate, cicloturismo ecc.

Chiediamo all’Ente Parco di vigilare e di esprimere da subito un parere contrario su qualsiasi ipotesi di nuovo tracciato viario all’interno dell’area protetta. Non possiamo più permetterci di perdere anche un solo metro quadro di natura in questo paese cementificato”.

“Chiediamo alla provincia di ripensarci e di scommettere veramente sulla sostenibilità e non ancora sul cemento e sull’asfalto, se non per rimettere a posto la martoriata rete stradale già esistente”.

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