Taglio comuni montani Abruzzo, è polemica. Santangelo: “Grazie al ministro Calderoli per averci ascoltato”. D’Ercole: “Sconcertante la soddisfazione della Regione”
L’AQUILA – Polemica aperta sulla questione della riduzione del numero dei comuni montani discussa ieri in sede governativa.
Se infatti la Regione Abruzzo, con l’assessore Santangelo, si è detta soddisfatta per essere passata da 177 a 200 comuni salvati, il Sindaco di Castiglione Messer Raimondo, Vincenzo D’Ercole si dice esterrefatto e sconcertato dalla soddisfazione della Regione, a suo parere assolutamente ingiustificata.
Così si è espresso l’assessore regionale, Roberto Santangelo: “Ringrazio il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli e tutta la Conferenza Stato Regioni, che nella lunga riflessione sulla revisione dei criteri di ‘comune montano’ hanno accolto le istanze dei territori.

La riclassificazione licenziata nei giorni scorsi nasce da un percorso di mediazione delle diverse esigenze, che ha visto tutti noi impegnati nel portare sul tavolo le istanze specifiche delle proprie regioni. Questa nuova mappatura va letta come il punto di partenza di un dibattito in continuo divenire, che si svilupperà anche nel prossimo futuro con nuove valutazioni e che metterà sempre al centro i territori e i cittadini con le loro necessità, che ben conosco, vivendo da sempre nelle aree interne.
Si ricorda che tale riforma, in Abruzzo, porterà a 200 i comuni che potranno avvalersi dello status di ‘comune montano’ (rispetto ai 177 previsti dalla proposta Calderoli) e subendo il taglio meno drastico”.
Di tutt’altro avviso è il parere del Sindaco di Castiglione Messer Raimondo, Vincenzo D’Ercole: “E’ davvero sconcertante la soddisfazione della Regione Abruzzo relativamente alla nuova classificazione dei Comuni montani. Se lo scenario fosse confermato per 26 enti della nostra regione, compreso quello di cui sono sindaco, si profilerebbe un vero e proprio bagno di sangue”: lo dichiara Vincenzo D’Ercole, primo cittadino di Castiglione Messer Raimondo, tra i 26 Comuni per cui si prospetta la perdita dello status di “comune montano”.

D’Ercole prosegue: “Leggiamo di rappresentanti di governo della Regione che esultano, ma probabilmente non sono pienamente consapevoli delle conseguenze e dei paradossi che un atto di questo tipo andrebbe a generare. In primo luogo, la stessa Regione attraverso la legge 42 del 2023 ci incentiva a costituire le Unioni montane ma qualora la nuova classificazione venisse approvata una buona parte degli enti coinvolti in quel processo dovrebbe abbandonarlo con grande spreco di risorse ed energie, visto che andrebbero a perdere la qualifica necessaria di comuni montani.
Per le 26 amministrazioni coinvolte ci sarebbe poi l’uscita secca dalla possibilità di concorrere per il bando FOSMIT (finanziato con fondi nazionali) che assegna in Abruzzo circa quindici milioni di euro per, tra le altre cose, interventi di messa in sicurezza del territorio e acquisto di attrezzature come scuolabus e spazzaneve. Non serve nemmeno sottolineare quanti vitali sono queste risorse per i nostri territori. Poi, un altro colpo alla coesione sociale proverrebbe dalla perdita per i 26 Comuni dei requisiti agevolati per costituire autonomie scolastiche: dovrebbero uniformarsi al resto dei territori, e avrebbero conseguentemente serie difficoltà a mantenere l’autonomia amministrativa dei presidi.
I servizi scolastici si allontanerebbero, facendo venire meno un antidoto allo spopolamento. Lo dico con cognizione di causa, essendo Castiglione Messer Raimondo coinvolto assieme a Castilenti e Montefino, anch’essi interessati dalla perdita dei requisiti di comune montano, in un’unità scolastica con Bisenti ed Arsita”.
