Teatro tra dramma e Storia. La Liberazione del Duce da Campo Imperatore

Il Duce nella mani di Skorzeny e le truppe del Führer

AVEZZANO – Il Fascismo sta finendo. Mussolini viene sfiduciato dal Gran Consiglio.  Tutto si consuma a Villa Savoia, a Roma  dove il Re gli comunica  la decisione di nominare Capo del Governo il Generale Pietro Badoglio.  Uscito dall’udienza con il Re, il Duce viene arrestato e condotto dapprima a Gaeta per raggiungere Ventotene e, successivamente, trasferito sul Gran Sasso, nell’albergo di Campo Imperatore. Era il 2 settembre 1943. Da qui, con una rocambolesca operazione – denominata in codice Operazione Quercia – Mussolini viene rapito da un commando tedesco capitanato da Otto Skorzeny e viene liberato.

Questo è lo scenario allestito dalla Storia dal quale Pier Francesco Pingitore ha tratto un pregevole lavoro teatrale dal titolo “Operazione Quercia – Mussolini a Campo Imperatore”.  La piece fu rappresentata in prima assoluta nel 2013 nelle ore e nei luoghi di Mussolini, cioè direttamente sulla piana di Campo Imperatore ove, ancor oggi, è possibile trovare il famoso albergo, mentre quest’anno è stata trasmessa, su Rai Storia, l’8 settembre; dunque, è andata  in onda esattamente 77 anni dopo l’annuncio della resa dell’Italia ad opera del Maresciallo Pietro Badoglio.

Ricostruzione psicologica dei drammatici momenti che Mussolini visse nella solitudine della località sciistica dove, molto probabilmente, ricordò il ventennio appena trascorso, le giuste scelte politiche, sociali ed economiche ma anche quelle meno felici e, di certo, quella infausta di entrare in guerra accanto alla Germania. Ma con il senno del poi non si fa la storia… Probabilmente il Duce aspettava gli Alleati; arrivano invece i tedeschi. E’ consapevole che questa operazione non tornerà a suo vantaggio ma, con rassegnazione, si lascia condurre verso un destino che per molti, tutti i versi, è già tracciato.  Opera intimistica ed emotiva dove i personaggi che lo attorniano rappresentano anche uno spaccato del popolo italiano e di quello che ha pensato e pensa del Duce.

Con il regista Pier Francesco Pingitore, c’è il Duce,  Luca Biagini,  e poi Federico Perrotta – attore abruzzese che si è detto profondamente emozionato per il successo che l’opera ha riscosso e continua a riscuotere tra il pubblico –  Mauro Mandolini, Marco Simeoli, Barbara Lo Gaglio, Valentina Olla e Morgana Giovannetti, oltre alla coppia di ballerini Leonardo Bizzarri e Raffaella Saturni.

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