Terremoto dell’Aquila, 13 anni dopo. L’Università lancia il Toolkit di “Territori Aperti”: “La nostra esperienza a disposizione di tutti”

L’AQUILA – E’ stato lanciato il 9 aprile, all’aula magna dell’edificio Alan Turing all’Università degli Studi dell’Aquila, il Toolkit per affrontare le catastrofi, le post emergenze e la ricostruzioni di Territori Aperti.

Il progetto è realizzato dall’ateneo e del Comune dell’Aquila, finanziato dal Fondo “Territori, Lavoro e Conoscenza” di Cgil, Cisl e Uil per fornire uno strumento di supporto e scambio anche per le catastrofi del futuro.

Il Toolkit ha l’aspetto di un sito internet accessibile dal link:https://toolkit.territoriaperti.univaq.it , organizzato in schede che partono di situazioni reali e che raccontano, in modo sintetico, come sono state affrontate le criticità nelle tre fasi di emergenza, post emergenza e ricostruzione.

Vengono proposte anche raccomandazioni e procedure in ottica di Disaster Preparedness nelle schede che sono state elaborate dai 130 progetti finanziati dal Comitato Sisma Centro Italia del 2016 e dalle tesi finali del Master Tecnico-Amministrativo Post Catastrofe negli Enti Locali di Territori Aperti , giunto alla terza edizione.

Contestuale al lancio del Toolkit oggi la proclamazione dei 39 studenti dell’edizione 2020/2021.

Perché la “cassetta per gli attrezzi”. L’idea del Toolkit nasce dalla necessità di avere uno strumento in grado di mappare ogni aspetto critico nella gestione di un disastro, selezionando una serie di buone e cattive pratiche al fine di poter gestire al meglio in futuro eventuali situazioni analoghe.

Davide Martina , responsabile servizi Help Desk di Territori Aperti : “Il Toolkit rappresenta una novità per l’Italia, ma anche a livello europeo perché l’obiettivo è dare in maniera pragmatica l’opportunità per gli enti locali di aggiornarsi e aggiornare loro stessi questo strumento digitale.

Che nasce anche per colmare un vuoto in questo settore: codificheremo il Toolkit anche rispetto agli obiettivi di Sviluppo Sostenibile con i target previsti dall’ Agenda 2030 , per le policy che interessano gli addetti ai lavori.

Il sistema informativo nasce a livello accademico ma avrà una ricaduta concreta quando ad esempio un sindaco o un amministratore troveranno nella “cassetta per gli attrezzi” le risposte giuste per affrontare una criticità”. In linea Lelio Lapadre , Prorettore Univaq e Coordinatore di Territori Aperti: “Quello che vedete oggi qui è un ecosistema di innovazione sociale, realtà di cui si parla molto ora relativo al PNRR . Si tratta di una rete di collaborazione tra università, istituzioni, comunità in cui tutti imparano gli uni dagli altri. Troviamo qui la sintesi di una delle missioni dell’Università, quella dello Sviluppo Sostenibile”

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