Terza Pagina – “Della paura e del coraggio…”

I mesi trascorsi hanno profondamente segnato la nostra vita, il nostro sentire ed anche la nostra capacità decisionale…Una paura, profonda, radicata, talora irrazionale (perché, irragionevolmente, abbiamo paura senza riuscire a cogliere i limiti della nostra paura) sembra essersi instaurata in noi, oppure, ci è stata instillata, impressa con un procedimento difficile a cogliersi nella sua reale entità, nei contorni, sostanzialmente indefiniti, ma non nella forza di impressione.
Sicuramente, era necessario suscitare timore per ciò che non era conosciuto, per ciò al quale non eravamo preparati, né poco e né tanto – affatto, tuttavia ora ci troviamo di fronte ad un autentico, vero e complesso problema che, al solito, affrontiamo con approccio complicato, con buona pace di Guglielmo da Occam!

Un amico, carissimo, persona di carattere, di intelligenza sottile e raffinata (che a diversità mia ha una maggiore capacità di sintesi…) ieri mi ha posto un problema, ovvero ha detto “…pensa un po’ se qualcuno si infettasse qui!” e con questo giustificava, peraltro “giustamente”, la sua stizza nei confronti di chi non segua le regole tracciate nell’interesse di tutti, con una sorta di malcelato senso di disprezzo e di eccesso di sicurezza, che non è certo additabile come atteggiamento coraggioso!
Debbo dire che, però, dietro la stizza ho letto un accenno di paura, quella paura che viene dallo state di fronte all’inconoscibile o a ciò che è stato reso tale!
Già perché, io credo, se la gente è passata dalla paura, anche folle, ad un atteggiamento da “gaia scienza”, dipende dal fatto che, prima, non erano note le ragioni reali della paura ed ora, parimenti, sconosciute sono le ragioni del distendersi!
C’è stata l’infezione ed è noto l’agente eziologico, ma il resto è rimasto sotto una coltre di “non è ora di chiedersi”, “non sappiamo”, “vedremo poi” che ha inficiato la capacità del singolo di farsi una idea, una ragione.

Un altro amico, giustamente dal suo punto di vista, mi ha detto “…non ho parametri per farmi una idea e quindi tralascio l’argomento per ora…”
Ecco, stiamo tutti, almeno una discreta e ragionevole maggioranza, vivendo nel cerchio delle nostre paure temendo che l’infezione possa ripartire.Se fosse possibile cominciare ad avere notizie scientificamente esatte o, almeno, corrette, forse potremmo cominciare a trovare il “coraggio” di provare a ragionare su ciò che è accaduto e cosa occorra fare davvero ora!
Gli altri, quelli che gaiamente sguazzano nelle piazze non si pongono il problema né della paura e né del coraggio…”
E così, direbbe Manzoni, vanno le cose nel nostro tempo, così come nel secolo dei Promessi Sposi…”

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