Trasferimento della 3G da Sulmona a Pescara. La minoranza in Consiglio comunale: “Duro colpo alla città e alla Valle Peligna. Le istituzioni si sveglino”
SULMONA – Vicenda £G di Sulmona e pericolo, sempre più concreto, di trasferimento in blocco a Pescara, interviene la minoranza in Consiglio comunale a Sulmona.
I consiglieri di opposizione, infatti, nella nota che riportiamo integralmente, parlano chiaramente di “svuotamento” del tessuto economico e sociale della città e della Valle Peligna e chiedono che le istituzioni tutte intervengano con celerità e fermezza per scongiurare questo nuovo colpo ai danni dell’intera zona.
Questa la nota diffusa dalla minoranza nel Consiglio comunale di Sulmona: «La vicenda del call center di Sulmona rappresenta l’ennesimo fallimento politico e istituzionale consumato sulla pelle dei lavoratori e dell’intero territorio peligno. Di fronte alla decisione di trasferire 162 dipendenti a Pescara, smantellando di fatto un presidio occupazionale fondamentale, colpisce il silenzio assordante e l’inerzia delle tre consigliere regionali della Valle Peligna, incapaci di incidere realmente su una vertenza che era prevedibile e che andava affrontata con ben altra determinazione.
Non è più tollerabile assistere a dichiarazioni di circostanza quando, nei fatti, si consuma uno svuotamento progressivo del tessuto economico locale. La cosiddetta “filiera istituzionale” si è dimostrata ancora una volta inefficace, frammentata e priva di una strategia concreta per difendere il lavoro e il principio di territorialità, oggi palesemente calpestato.
La Regione ha il dovere di andare oltre le note e i tavoli interlocutori: servivano atti forti, vincolanti e tempestivi. Invece, si è arrivati all’ennesimo annuncio di fallimento senza aver costruito alcuna reale alternativa per mantenere l’attività produttiva a Sulmona.
Ancora più grave è il ruolo del sindaco della città, che avrebbe dovuto essere il primo baluardo nella difesa dei lavoratori e del territorio. La sua presenza ai tavoli, priva però di risultati concreti, si traduce oggi in una responsabilità politica evidente: Sulmona perde posti di lavoro, perde centralità e perde credibilità, mentre chi la rappresenta non riesce a invertire questa deriva.
Qui non si tratta solo di una vertenza sindacale, ma di una questione di dignità territoriale. Lo spostamento a Pescara non è una semplice riorganizzazione aziendale: è un colpo durissimo a una comunità già fragile, che rischia di essere definitivamente marginalizzata.
È tempo che chi ha responsabilità istituzionali smetta di inseguire gli eventi e inizi finalmente ad assumersi le proprie responsabilità. I cittadini e i lavoratori della Valle Peligna meritano risposte, azioni concrete e una difesa reale del loro diritto al lavoro nel proprio territorio».
