Trasporti pubblici affollati. Anche in tempo di Covid. Protestano i genitori degli studenti aquilani

di Martina Salfi

L’AQUILA – Genitori e studenti in protesta per il distanziamento sociale.
Si sono riuniti, questa mattina, i genitori degli studenti aquilani lanciando messaggi attraverso i social. Messaggi che chiedono aiuto, ma anche pieni di amarezza per la situazione che si va creando con il rientro scolastico. Dove indossare la mascherina non sembra essere più sufficiente se manca il distanziamento sociale. Scrivono le famiglie, “impongono il metro di distanza in aula, ma in autobus sono attaccati uno addosso all’altra come sardine.”

Il problema del trasporto scolastico non è una novità, già in passato molte sono state le lamentale su autobus troppo pieni e pochi posti a sedere, ma con il Covid.19 la situazione è peggiorata e a rimetterci saranno quei ragazzi che, per esigenze famigliari, hanno la necessità di prendere il mezzo pubblico.

Dall’inizio della pandemia, il governo italiano sta adottando misure straordinarie per il suo contenimento e per prevenire il rischio di un nuovo lockdown. Come già verificatosi all’inizio dell’anno, per tre lunghi mesi, fino a recedere con la stagione estiva, quando il ritorno alla normalità sembrava arrivare in un futuro vicino. Ma il mancato rispetto delle regole previste dalla Legge, la riapertura delle discoteche, spostamenti in tutta l’Europa, e vacanze, hanno dato vita, a ciò che molti scienziati e virologhi con l’arrivo dell’autunno avevano preannunciato: una cosiddetta risalita dei contagi.
L’apertura indispensabile delle scuole, nonostante le dovute precauzioni: finestre spalancate, utilizzo della mascherina e distanziamento, ha fatto registrare casi di positivi al Covid-19.

La risposta ruota nel distanziamento: in uno spazio ristretto e non sufficiente a soddisfare la richiesta di tanti studenti, dei quali più della metà per motivi famigliari hanno necessità di utilizzare il trasporto pubblico, costringe tutti ad affrontare un affollamento inevitabile. La protesta vuole essere una richiesta di aiuto affinché si migliori questa situazione. Uno studente, infatti, non deve trovarsi nella condizione di poter scegliere tra il diritto alla salute e il diritto alla scuola. Che questa situazione di disagio, durante il Covid-19, possa essere un inizio, ma anche l’occasione, per risolvere definitivamente i problemi, vecchissimi e strutturali, che affliggono, del tutto indipendentemente dalle pandemie, il trasporto scolastico e pubblico.

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