Triste storia di consueta disumanità. Roberta, madre di un bimbo con disabilità, e “Gardaland” che non ha aree e servizi per disabili

Lettera di fuoco di Nicoletta Di Nisio assessore al Sociale di Pescara alla società che gestisce il noto parco divertimenti

PESCARA – È una Nicoletta Di Nisio indignata e addolorata quella che ha preso carta e penna e non ha esitato ad esprimere il suo rammarico e il suo dolore ai gestori del noto parco di divertimenti “Gardaland” per una vicenda che vede al centro un bambino disabile.

In poche parole riassumiamo la vicenda che ha portato la Di Nisio a scrivere a Gardaland in veste di assessore ma con parole da donna.

Tutto ha inizio il 17 luglio scorso quando Roberta, madre di Mattia, bimbo affetto da cardiomiopatia grave, ritardo psicomotorio e portatore di Peg (un particolare strumento medico), si rivolge a Gardaland per avere la possibilità di prenotare un ombrellone ed avere un posto all’ombra, avendo prenotato un breve soggiorno a “Legoland”, il parco acquatico di “Gardaland”.

Roberta ha chiesto alla società di poter prenotare un ombrellone e se ci fosse un’area per disabili

La stessa madre segnala di essere andata l’anno precedente e di aver avuto non poche difficoltà, e quindi chiede se fosse disponibile un’area per portatori di disabilità.

La risposta della Gardaland è a dir poco sconcertante, vieppiù per una società di quel livello e grandezza.

In sostanza a Roberta viene risposto che non è possibile prenotare l’ombrellone, che non è prevista un’area riservata ai disabili e che, però, Roberta può facilmente ovviare presentandosi all’ingresso per tempo e provare ad accaparrarsi i posti migliori.

Insomma, una bella… corsetta e tutto è risolto.

Nel parco non ci sono aree per disabili e non si può prenotare l’ombrellone. Ma si può arrivare prima all’ingresso e prendere i posti migliori…

La replica di Roberta è indignata: «Buonasera, trovo assurdo e alquanto deplorevole che una struttura come quella di Gardaland non preveda un trattamento riservato agli ospiti con disabilità.

Suggerire una corsa all’ombrellone è altresì poco rispettoso della disabilità a prescindere dal tipo e dalla gravità.

Una struttura come la vostra dovrebbe permettere a tutte le famiglie di trascorrere giornate piacevoli e spensierate, non solo per il componente della famiglia con disabilità, quanto per gli altri componenti che vorrebbero trascorrere la giornata in serenità e con le maggiori agevolazioni possibili.

La replica di Roberta: «Rimanete a disposizione, ma non siete vicini alle famiglie che affrontano una quotidianità già difficile»

Rimanete a disposizione, ma non siete vicini alle famiglie che affrontano una quotidianità già difficile e si aspettano di passare un piacevole soggiorno senza ulteriori problemi. Cordialmente, Roberta».

Ed è qui che entra in scena Nicoletta Di Nisio che, messa a conoscenza di questa storia, emblematica un po’ della nostra società dove il perfetto viene messo in mostra, l’imperfetto va tenuto nascosto, non esita un attimo e scrivere la lettera aperta a “Gardaland”.

Una lettera, quella che vi proponiamo in versione integrale, scritta dalla Di Nisio come Assessore al Sociale del Comune di Pescara, ma che utilizza le parole delle persone della strada, delle madri e delle donne che vivono sempre sulla loro pelle queste grandi e particolari difficoltà.

La lettera aperta di Nicoletta Di Nisio a Gardaland

Nicoletta Di Nisio

«Scrivo queste righe non tanto come assessore del Comune di Pescara con delega alle Politiche per la Disabilità, ma come donna, come madre, come cittadina di una Italia che – spesso – non è al passo con i tempi e che a volte non è sensibile al disagio, arrivando anche a non accorgersi delle difficoltà degli altri arrivando addirittura ad ignorarle.

Ho proprio il timore che quanto mi è stato segnalato da una mia concittadina rispetto ad una sua richiesta a voi rivolta, rientri proprio nella categoria delle insensibilità, della vera e propria ignoranza – ovvero che vuole ignorare i problemi che altri possono avere -.

Non voglio citare Leggi, regolamenti, obblighi per chi apre un semplice esercizio commerciale – ed a maggior ragione chi gestisca una struttura così complessa come un Parco giochi – ma voglio parlare di Solidarietà, Empatia, mettersi a disposizione, #NonLasciareIndietroNessuno, Inclusione, Solidarietà, Accessibilità, Abbattimento delle barriere architettoniche.

“Spero facciate un’indagine interna su chi abbia potuto dare una risposta così fredda e acida a questa madre”

Mattia, bimbo di due anni malato di cardiopatia grave, ritardo psicomotorio e portatore di Peg (Gastrostomia Endoscopica Percutanea), vuole venire a Gardaland.

La mamma vi scrive prenotando per due giorni e chiede di poter prenotare anche un ombrellone e chiede anche se “finalmente potesse esserci un’area riservata ai disabili” nella struttura.

Voi fornite una risposta che – spero – sia stata fornita “in automatico” ovvero senza leggere con attenzione le sette scarne righe del messaggio della madre.

Scrivete “purtroppo non è prevista un’area riservata agli ospiti con disabilità” ed aggiungete “non è possibile prenotare (l’ombrellone) il posto in anticipo” ed aggiungete una frase che MI ADDOLORA PROFONDAMENTE E CHE, SPERO, NON SIA STATA SCRITTA IN MODO CONSAPEVOLE, ovvero “Le suggeriamo di accedere eventualmente all’apertura per garantirsi…(omissis) di poter usufruire di un ombrellone”.

“Le vostre affermazioni sono offensive per tutti coloro che hanno bambini con questi problemi e ai quali dedicano tante ore della giornata”

Non posso che condividere e sottoscrivere in pieno quanto rilevato dalla mamma di Mattia, ovvero che sia “assurdo e alquanto deplorevole che una struttura come Gardaland non preveda un trattamento riservato agli ospiti con disabilità.

Suggerire una corsa all’ombrellone è poco rispettoso delle disabilità, a prescindere dal tipo e dalla gravità”.

Aggiungo a quanto già detto che vi invito a svolgere una immediata indagine interna affinché voi possiate comprendere chi abbia potuto fornire una risposta così fredda, acida e quasi offensiva nei confronti di chi chiedeva di poter prenotare un ombrellone.

“Auspico che risolviate tutto prima della partenza di Roberta con Mattia e possiate fornire spiegazioni e scuse alla famiglia”

Rispondere di andare all’apertura e per tempo è offensivo per chi ha bambini con problematiche che comportano cura, attenzione e soprattutto l’impiego di molto tempo per semplici operazioni quali vestirlo, fare colazione, uscire etc.

È infatti tutto vostro l’interesse di appurare come sia accaduto ed attivarsi perché non accada più ma anche attivarsi per allestire percorsi, strutture, ricezione ed accompagnamenti per persone diversamente abili.

Ve lo impone la coscienza più che le norme in vigore. Auspico che nel breve tempo che separa il giorno della prenotazione effettuata risolviate quanto accaduto e possiate fornire spiegazioni e scuse alla famiglia».

Noi non possiamo che esprimere la nostra solidarietà, per quel che conta, a Roberta e l’affetto per suo figlio, nonché un sincero plauso alle parole di Nicoletta Di Nisio.

Quello che vorremmo, però, onestamente, è non dover raccontare più storie come questa…

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