Uccisione dell’Orsa Amarena. Processo da citare da capo per irregolarità nelle notifiche di atti. Stop previsto ma che non cambia le cose

AVEZZANO – I difensore di Andrea Leombruni, l’imprenditore di San Benedetto dei Marsi del settore macellerie che nella notte fra il 31 agosto e l’1 settembre 2024 sparò ed uccise a fucilate l’Orsa Amarena, hanno ottenuto ciò che volevano, ovvero perdere ancora un po’ di tempo con le eccezioni procedurali.

Su eccezione della difesa di Leombruni, che è accusato di uccisione di animale, peraltro protetto, ed altri reati, il giudice del Tribunale di Avezzano ha dovuto rimandare gli atti alla Procura di Avezzano, al Procuratore Maurizio Cerrato, perché venissero rinnovate le citazioni con le notifiche giuste di tutti gli atti e, quindi, poi riprogrammare l’udienza che, però, riporterà il processo all’inizio.

La prossima udienza, prevedibilmente fra un paio di mesi, ripartirà con la presentazione delle costituzioni delle parti civili, la lettura del capo di imputazione, insomma, tutto da capo. Ma tempo ce ne è per arrivare dove è giusto che si arrivi.

Le associazioni animaliste e ambientaliste parti civili costituitesi in giudizio si sono dette contrariate da quest’ennesimo stop, ma hanno anche commentato che questo tipo di problemi meglio che vengano sanati ora che, magari, in un secondo momento con il rischio di vanificare le sentenze.

Insomma, si riparte da capo, ma l’impegno di tutti è quello di arrivare alla sentenza che dovrà stabilire se Andrea Leombruni abbia ucciso con volontà ed intenzione Amarena quella terribile notte e, quindi, per questo gesto debba pagare penalmente e civilmente.