Uccisione Orsa Amarena. 24 parti civili escluse e 23 dentro. Fuori il Pnalm per un vizio di forma. Dentro l’associazione “Quelli di Amarena”
AVEZZANO – Eppur si muove, diceva Galilei, e questo pare avverarsi finalmente anche per il processo per l’uccisione dell’Orsa Amarena avvenuta nella notte fra il 31 agosto e il 1° settembre 2023 ad opera dell’imprenditore di macellerie di San Benedetto dei Marsi Andrea Leombruni che abbatté la Grande orsa con un colpo di fucile.

Dopo tanti rinvii, oggi il processo davanti al Tribunale di Avezzano è stato incardinato con la decisione della, Giudice sull’ammissione delle parti civili. 24 sono state escluse e fra queste, clamorosamente, quella del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise a causa di un vizio di forma per un errore nella firma del documento. Errore oggettivo e non formale, ovvero richiesta firmata da persona non avente la veste necessaria per farlo.
23, invece, le parti civili ammesse, fra istituzioni e associazioni, fra cui quella dell’associazione “Quelli d Amarema”, assistita dall’avvocato Leonardo Casciere, con patrocinio gratuito, una delle associazioni più impegnate nel territorio del Pnalm e nella difesa dell’Orso Marsicano che tante iniziative ha realizzato in questi anni.

Ora, superata la fase preliminare, si spera in un decorso del procedimento spedito verso la fase dibattimentale che dovrà stabilire le responsabilità di Leombruni ed eventualmente le sanzioni e i risarcimenti che l’imprenditore del centro fucense marsicano dovrà pagare.
Il processo ora, come detto, entra nella fase dibattimentale e, quindi, il Tribunale a breve renderà nota la data della prima udienza vera e propria.
