Ultimo giorno di servizio per l’Assistente Capo Coordinatore di Polizia Penitenziaria Ernesto Sulpizio. Nardella (Cnpp-Spp): “Pilastro del Nucleo Operativo, ha scritto la storia del carcere di Vasto”
VASTO – Di anni ne ha da poco compiuto 60 ma di quelli passati in carcere ne porta in dote più di 2 terzi degli stessi.
Si conclude oggi l’avventura nel Corpo di Polizia Penitenziaria di Ernesto Sulpizio, autentico pilastro del Nucleo Operativo del carcere di Vasto. Avete letto bene: “avventura”.
“Eh si perché vivere l’esperienza, così come l’ha vissuta Sulpizio – commenta il segretario Nazionale Cnpp-Spp Mauro Nardella -, non può che essere definita tale. La sua vita professionale nell’ambito dei baschi blu vastesi l’Assistente Capo Coordinatore l’ha vissuta davvero intensamente.
Lo ha fatto talmente con abnegazione e innato spirito di sacrificio da essere stato il primo in Italia a cedere gran parte delle sue ferie arretrate a favore del congedo solidale, previsto dai nuovi contratti e devoluto a favore dei suoi colleghi più sfortunati che di tale congedo ne beneficieranno per garantirsi cure o assistere familiari gravemente ammalati. Passione, senso di appartenenza e spirito di Corpo si rivedono in lui come mai lo si potrebbe fare misurandosi con la generalità dei consociati.
Sulpizio ha passato più di 40 anni “dietro le sbarre” e lo ha fatto – prosegue Nardella -, seppur dal punto di vista professionale, maturando tutte le esperienze, nessuna esclusa, tra quelle che si riescono a vivere in una professione così difficile e complicata.
A giusta ragione da molti è considerata essere una delle professioni tra le più usuranti che ci siano ma se preso nel verso giusto, così come lo ha fatto Ernesto Sulpizio, il mestiere di poliziotto Penitenziario può assumere tranquillamente i connotati di mestiere interessante e incredibilmente soddisfacente.
Mancherà a tutti Ernesto, soprattutto ai suoi più stretti compagni di viaggio quali Tommaso Pagliarella, Giuseppe La Tegola e Antonio Chiarella perché lui non è una persona come le altre. È una di quelle bellissime presenze che il clima lavorativo, fosse anche il peggiore, te lo rende più bello. A lui, a cui mi legheranno ricordi indelebili – conclude Nardella -, vanno i miei più sentiti auguri. L’auspicio è che di persone come lui, con la sua stessa mentalità, scelgano di fare il lavoro penitenziario facendo perno sulla sua stessa dedizione. Auguri Ernesto, ad maiora semper”.
