Un Cioccolatino Storico. Dolcezze natalizie Abruzzesi: “i Caggionetti (o Caciunitt) e le sfogliatelle abruzzesi” visti dagli occhi di un piccolo storico

AVEZZANO- Buongiorno carissimi lettori ma soprattutto benvenuti al consueto appuntamento con i racconti del Cioccolatino Storico. Mancano pochissimi giorni al Santo Natale e in molte case d’Abruzzo e d’Italia fervono i preparativi, anche culinari, per vivere al meglio questo Natale nonostante la minaccia pesante di questa nuova variante di Covid. Ed oggi, per ricollegarci all’aspetto prettamente storico, antropologico e enogastronomico d’Abruzzo vi parleremo, in particolar modo, di due dolci tipici di questo periodo: i Caggionetti (o Caciunitt) e le sfogliatelle abruzzesi.

Mi piacerebbe iniziare – perdonatemi questa intrusione in prima persona- con una frase del grande antropologo francese Carl Lévi-Strauss che, parlando del rapporto tra cucina e società afferma: “La cucina di una società è il linguaggio nel quale essa traduce inconsciamente la sua struttura”. E’ proprio nel linguaggio della realizzazione di questi dolci tradizionali abruzzesi che si prefigura proprio l’anima e la storia di ogni singolo luogo di questa regione. Ma andiamo avanti.. Molti anni fa, quando chi vi scrive era un piccolo e grazioso batuffolo con una grande voglia di crescere, in questi periodi dell’anno assistevo alla creazione di una vera e propria opera d’arte. In religioso silenzio seguivo i passi ed i movimenti di mia nonna mentre creava i Caciunitt: ogni tanto, intenerita da quel paffutello bambino che ero, mia nonna mi dava un tocco di cioccolato fondente.

I Caciunitt

Già, ma cosa sono questi Caciunitt? (per chi non è abruzzese) E’ simile ad un raviolo ma fritto, con impasto di farina, olio e vino bianco. Viceversa, per il ripieno varia secondo le diverse zone d’Abruzzo: nella mia zona (la Marsica) il ripieno è composto da ceci macinati, cacao, rum, cannella, bucce d’arancio e qualcuno aggiunge il mosto costo. Nella zona di Ortona e Chieti il ripieno è composto da un impasto di marmellata di uva nera di Montepulciano, noci e mandorle macinate, cacao e cannella. Infine, nel Teramo il ripieno è composto da mandorle tritate, pasta di castagne, cioccolato fondente, rum, miele e cannella.

Altro dolce natalizio della tradizione abruzzese è “la Sfogliatella di Lama dei Peligni”: si lo so, la sfogliatella è un dolce di Napoli, ma questa versione abruzzese è assai affascinante e gustosa e si lega alle più antiche sfogliatelle napoletane. La sua storia ebbe inizio a Lama dei Peligni in provincia di Chieti, siamo nei primi anni del ‘900 quando donna Anna, moglie del barone Tabassi eredita la ricetta delle sfogliatelle napoletane dalla suocera, originaria della Campania. Un dono prezioso aimé la povera donna Anna aveva a disposizione degli ingredienti differenti dalla ricotta, utilizzata come ripieno nella versione partenopea. Cosa fece Donna Anna? Lei riadattò la ricetta originale utilizzando la marmellata d’uva come dolce ripieno e lo strutto tra una sfoglia e l’altra, rendendola più friabile e soffice. Alla marmellata d’uva, per il ripieno, vennero aggiunte noci e mosto cotto.

la Sfogliatella di Lama dei Peligni

E vi assicuriamo che sia i Caciunitt che le Sfogliatelle di Lama dei Peligni sono dei dolci che creano una vera e propria dipendenza.


Un Abbraccio Storico

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