Un Cioccolatino Storico. Speciale Giornata della Memoria, l’emblematica storia dei Mischling

AVEZZANO- Buongiorno carissimi lettori ma soprattutto benvenuti in questo nostro nuovo cioccolatino storico. In occasione della Giornata della Memoria ci piacerebbe raccontarvi una storia davvero particolare, in cui si può davvero percepire tutta la brutalità del nazismo: vi parleremo dei di Mischling.

Avete mai sentito questa parola? Se la risposta è negativa vi spiegheremo chi erano. Questo termine, così orribile che sta a significare meticcio o mezzosangue, venne usato durante il Terzo Reich per descrivere quelle persone che non erano del tutto “ariane”. O meglio erano ariane ma con ascendenza ebraica, rom, sinti etc: ovvero quelle etnie (non ci piace chiamarle razze, le razze sono per catalogare il mondo animale) non gradite al Reich.

Successivamente alle Leggi raziali di Norimberga, siamo intorno al 1935, i Mischling vennero assoggettati a tali leggi che colpivano i tedeschi “non propriamente ariani” fino alla terza generazione. Ma la cosa più orrenda è che gli stessi Mischling venivano divisi in due gradi: il primo, quando una persona con due nonni ebrei su quattro e che, alla data del 15 settembre 1935, non professava la fede ebraica oppure non era più sposata con altra persona ebrea. Viceversa, il Mischling di secondo grado era una persona con un solo nonno di religione ebraica su quattro.

In foto: il soldato Werner Goldberg

Anche in questo caso erano persone che non se la passavano affatto bene. Una vera e propria beffa per Hitler furono i 100.000 soldati Mischling che prestarono servizio nella Wehrmacht; anzi, vi diremo di più, il celebre giornale tedesco “Berliner Tageblatt” scelse il soldato Werner Goldberg con il soldato tedesco ideale. Il soldato Werner era di origine ebraica, ovvero era un Mischling.Ci piacerebbe concludere questo nostro racconto con la poesia di Primo Levi “Se questo è un uomo” che non fa mai male rileggerla, visto i tempi in cui viviamo:

“Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi”.

Un Abbraccio Storico

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