Un Cioccolatino Storico. Storia della “Giornata della Tolleranza”: antidoto all’odio e alla discriminazione

AVEZZANO- “Non condivido con ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo” questa stupenda frase, attribuita alla penna di Voltaire, ci apre la strada all’argomento che oggi vi vogliamo raccontare in questo nuovo cioccolatino storico: vi parleremo della “Giornata della Tolleranza”. Si, lo sappiamo benissimo, il lunedì mattina, soprattutto in questi giorni così difficili, di tollerante abbiamo davvero poco, però..

Il 16 novembre del 1995 l’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura), in occasione “dell’anno della tolleranza” che venne indetto dalle Nazioni Unite in ricordo dei centoventicinquesimo anniversario della nascita di Gandhi, ha deciso di istituire annualmente questa importante giornata. Il principale obbiettivo di tale giornata è quello di diffondere uno dei valori più importanti di questo mondo, ovvero il rispetto delle libertà fondamentali dell’uomo.

E per avvalorare questo obbiettivo che è nato “l’Unesco-Madanjeet Singh prize for the promotion of tolerance and non-violence”, che oltre nel ricordare i principi ispiratori della “Dichiarazione universale dei diritti umani” approvata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, premia le persone, istituzioni, enti o organizzazioni non governative che hanno contributo, con attività significative in campo artistico, culturale o scientifico, nella promozione della tolleranza e della non violenza.

Insomma, per dirla alla Helen Keller “La tolleranza è il più grande dono della mente; essa richiede al cervello lo stesso sforzo necessario per stare in equilibrio su una bicicletta”: basta solo far ritrovare, alla società attuale, la voglia di pedalare.

Un Abbraccio Storico

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