Un Cioccolatino Storico. “Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà”. Le ultime lettere di Bruno Frittaion e di Franca Lanzone

AVEZZANO-Buongiorno carissimi lettori ma soprattutto benvenuti al primo dei due appuntamenti settimanali con i racconti del Cioccolatino Storico. Oggi 25 aprile ricorre il 77esimo anniversario dalla liberazione dell’Italia dal cappio nazifascista e mai, come in questi tempi, il concetto di Resistenza è assai attuale. Purtroppo permangono ancora sentimenti avversi a questa pagina di storia, ed è un vero e proprio peccato visto che se la Resistenza può esser oggetto di critica, quella libertà di critica stessa è dovuta proprio al sacrificio di molti italiani ed italiane che hanno dato il loro sangue per la nostra libertà. E’ difficile che sotto un regime totalitario si possa criticare, vabbè ma questo già lo sapete. Una cosa va sottolineata: la Resistenza appartiene a tutti, ricordiamocelo.

Ed oggi noi di Espressione24 vogliamo omaggiare coloro che hanno dato la loro vita per la libertà, e lo faremo trascrivendo due lettere di condannati a morte. La prima lettera è di Bruno Frittaion e la seconda è di Franca Lanzone. Dai, iniziamo.

In foto: Bruno Frittaion
(Foto web)

Bruno Frittaion (nome di battaglia “Attilio”) nacque il 13 ottobre del 1925 a San Daniele del Friuli (Udine): sin dal 1939, quando era studente del III corso di avviamento professionale a San Daniele, costituì le prime cellule comuniste nella sua zona. Dopo l’8 settembre 1943 abbandona la scuola unendosi alle formazioni partigiane operanti nella zona prende parte a tutte le azioni del Battaglione “Písacane”, Brigata “Tagliamento”, e quindi, con funzioni di vicecommissario di Distaccamento, dei Battaglione “Silvio Pellíco”. Fu catturato il 15 dicembre del 1944 – aveva 19 anni- delle SS italiane, in seguito a delazione, mentre con il compagno Adriano Carlon si trova nella casa di uno zio a predisporre i mezzi per una imminente azione – tradotto nelle carceri di Udine – più volte torturato -. Processato il 22 gennaio 1945 dal Tribunale Militare Territoriale tedesco di Udine -. Fucilato il 1 febbraio 1945 nei pressi dei cimitero di Tarcento (Udine), con Adriano Carlon, Angelo Lipponi, Cesare Longo, Elio Marcuz, Giannino Putto, Calogero Zaffuto e Pietro Zanier.

Il 31 gennaio del 1945, scrisse queste ultime sue parole alla sua fidanzata di nome Edda:

“Edda voglio scriverti queste mie ultime, e poche righe.
Edda, purtroppo sono le ultime si, il destino vuole così, spero ti giungano di conforto in tanta triste sventura.

Edda, mi hanno condannato alla morte, mi uccidono; però uccidono il mio corpo non l’idea che c’è in me. Muoio, muoio senza alcun rimpianto, anzi sono orgoglioso di sacrificare la mia vita per una causa, per una giusta causa e spero che il mio sacrificio non sia vano anzi sia di aiuto nella grande lotta.

Di quella causa che fino a oggi ho servito senza nulla chiedere e sempre sperando che un giorno ogni sacrificio abbia il suo ricompenso. Per me la migliore ricompensa era quella di vedere fiorire l’idea che purtroppo per poco ho servito, ma sempre fedelmente.

Edda il destino ci separa, il destino uccide il nostro amore quell’amore che io nutrivo per te e che aspettava quel giorno che ci faceva felici per sempre.

Edda, abbi sempre un ricordo di chi ti ha sempre sinceramente amato.

Addio a tutti. Addio Edda”.

In foto: Franca Lanzone
(Foto Web)

Viceversa, Franca Lanzone aveva qualche anno in più di Bruno quando venne catturata. Nacque a Savona il 28 settembre 1919 ed era casalinga. Il 1°ottobre 1943 si unisce alla Brigata “Colombo”, Divisione “Gramsci”, svolgendovi attività di informatrice e collegatrice e procurando vettovagliamento alle formazioni di montagna. Venne arrestata la sera del 21 ottobre 1944, nella propria casa di Savona, da militi delle Brigate Nere e tradotta nella Sede della Federazione Fascista di Savona. Franca venne fucilata, senza processo, il 1° novembre del 1944 da un plotone fascista nel fossato della Fortezza ex Priamar di Savona, con Paola Garelli e altri quattro partigiani.

Queste sono le ultime parole che scrisse a suo marito Mario e a sua madre:

“Caro Mario,
sono le ultime ore della mia vita, ma con questo vado alla morte senza rancore delle ore vissute. Ricordati i tuoi doveri verso di me, ti ricorderò sempre.

Franca

Cara mamma, perdonami e coraggio. Dio solo farà ciò che la vita umana non sarà in grado di adempiere. Ti bacio.

La tua Franca”.

Un Abbraccio Storico

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