Un ponte di solidarietà tra Italia e Albania: la comunità dell’Istituto San Giovanni di Avezzano sostiene la scuola “Cor Jesu” di Scutari

AVEZZANO – La solidarietà non conosce confini. E quando nasce in una comunità educante, diventa ancora più significativa. È quanto accaduto durante il periodo natalizio, quando l’Associazione Crescere in Parrocchia, ente gestore dell’Istituto San Giovanni, ha promosso una raccolta fondi a favore della scuola “Cor Jesu” di Scutari, in Albania, guidata dalle Suore Apostole del Sacro Cuore di Gesù.

L’iniziativa ha coinvolto con generosità genitori, docenti e personale scolastico, che hanno risposto con entusiasmo all’appello, trasformando il Natale in un’occasione concreta di carità e vicinanza verso una realtà impegnata quotidianamente nell’educazione e nel sostegno di ragazzi in difficoltà.

A coordinare il progetto, nella figura dell’Associazione, è stata Francesca Colella, che ha accompagnato l’intera comunità in questo gesto di condivisione e responsabilità.

Nei giorni scorsi è giunta dalla scuola “Cor Jesu” una lettera di ringraziamento colma di gratitudine. Le Suore hanno confermato la ricezione della somma inviata e hanno espresso “con cuore grato” il loro vivo ringraziamento, sottolineando come il gesto sia stato segno di “squisita sensibilità e carità missionaria” e un aiuto concreto per i ragazzi più fragili. Un messaggio che si conclude con una benedizione: l’augurio di pace e gioia per il bene compiuto.

Parole semplici, ma profonde, che testimoniano come la raccolta fondi non sia stata soltanto un sostegno economico, ma un vero ponte di fraternità tra due comunità scolastiche unite dagli stessi valori educativi e cristiani.

L’esperienza ha rappresentato anche un’importante occasione formativa per gli alunni dell’Istituto San Giovanni: un modo per comprendere che la solidarietà non è teoria, ma azione concreta, capace di incidere nella vita degli altri.

In un tempo in cui spesso prevalgono divisioni e distanze, la comunità del San Giovanni ha scelto di costruire legami. E la risposta ricevuta da Scutari conferma che ogni gesto di bene, anche il più semplice, può generare speranza e comunione