Un tempio crematorio a Tagliacozzo. Una conquista di civiltà

TAGLIACOZZO – La ditta “T.V.C. S.r.l.” di Vogogna, provincia di Verbania, ha inoltrato al Comune nei mesi scorsi una proposta di projet financing, per ottenere in concessione e gestione un tempio crematorio da realizzare nei pressi del cimitero di Tagliacozzo. A titolo di cauzione, se tutto procederà nel verso giusto e nel rispetto delle regole, ha versato un importo di 72.000,00 euro pari al 2% dell’importo di 3.600.000,00 euro, somma necessaria per l’esecuzione dell’opera. Su tale proposta, vera conquista di civiltà considerati gli spazi sempre più ristretti a disposizione dei cimiteri per le inumazioni, sembrano non esistere divergenze tra le varie forze politiche. Un’opera del genere, tra l’altro, potrebbe costituire anche un toccasana per le casse comunali, considerato l’ampio bacino di utenza che abbraccerebbe un’opera del genere.

La storia della cremazione dei defunti ha origini antichissime e radici profonde nei paesi asiatici. Ma soltanto nel 1888, in Italia, fu emanata la legge che ne legalizzava la pratica.  Oggi come oggi, la cremazione viene effettuata soltanto in poche città del centro Italia e la richiesta di costruzione di tali impianti è sempre più crescente da parte di diversi comuni. L’incenerimento è rito antico, una consuetudine a dir poco millenaria. Ed anche la Chiesa non ha mai condannato la cremazione in sé. In casi di emergenze come guerre o pestilenze, la Chiesa ha sempre consentito l’incenerimento dei corpi senza mai affermare che tale operazione sia incompatibile con l’immortalità dell’anima e la resurrezione dei corpi.

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