Una filastrocca della scrittrice dei Marsi Maria Assunta Oddi celebra la festa di San Martino
L’11 novembre, si celebra la ricorrenza di San Martino che unisce la liturgia cristiana alla tradizione contadina legata al vino novello e ai piaceri della convivialità.
In questa filastrocca la scrittrice dei Marsi Maria Assunta Oddi, dopo aver narrato con armoniosi versi la generosa figura del Santo Cavaliere che tagliò il suo mantello per farne dono ad un mendicante, ricorda quando, da bambina, chiudeva gli occhi e sognava momenti lieti di spensierata allegria vissuta con gli affetti più cari mentre la sua immaginazione si scaldava alla luce delle stelle.
San Martino.
Nella valle tutto era sparito su l’abbaino
della nebbia dove l’inverno era in cammino.
Un cavaliere in viaggio sul destriero col povero
tremante dal freddo e dall’abito misero
divise fraterno il suo lungo e rosso mantello.
A quel prodigio di carità il prato gelato si fece bello
di fiori e d’uva al sottile canto del pettirosso
in ritornello tra gli irti rami del rovo sul fosso.
Ora il pampano brilla e l’aria fuma vapore.
Al raggio di sole comparso improvviso stupore
riluce festoso nel tempo novembrino di San Martino dove l’estate dura tre giorni e un pochino.
Anche il mattino fatto buono piano piano
scalda al suo fuoco un cielo nuovo
per chi il cuore con gentilezza all’altro sa donare:
meraviglia antica e pur sempre nuova dell’anima
che amore nella divina pace rinnova.
Con dolce nostalgia ricordo me bambina
nel giorno al Santo dedicato quando verso sera
col pensiero già gustavo di castagne e pane
di giochi e sogni l’età mia più lieta e socchiudendo
gli occhi tra le ciglia ascoltavo il crepitare del camino
tremulo e azzurro come cielo stellato.


