Vaccini e pandemie. Quando le cure erano oggetto di ricerca e non di… salotto

Il Vaccino covid e le sue implicazioni è ormai diventato il passatempo preferito dagli italiani, passatempo che li occupa in maniera, pedante, continua, spesso preoccupata.

Le italiche menti cercano la soluzione a quello che è il male oscuro del secolo, il tristo mietitore; come in tutte le cose che li appassionano sono diventati degli esperti del settore.

Vale da esempio il calcio per il quale si è tutti commissari tecnici in erba. C’è chi si schiera dalla parte dei credenti e chi dei negazionisti: perché? Non lo so. È accaduto con la Shoah, accade con i terrapiattisti e ultimamente con il Covid 19.

Il filosofo Bertrand Russell soleva dire che “Una delle cose più dolorose del nostro tempo è che coloro che hanno certezze sono stupidi, mentre quelli con immaginazione e comprensione sono pieni di dubbi e di indecisioni”. Questo lo diceva lui… .

L’EFFETTO DUNNING-KRUGER

Alla base di tutto pare esserci l’effetto Dunning-Kruger. Cosa è? Voglio raccontarvi un aneddoto esplicativo. Wheeler McArthur rapinò a volto scoperto due banche di Pittsburgh in pieno giorno. Naturalmente la polizia lo arrestò in meno di un’ora. Appena ammanettato disse: “ma io indossavo il succo… ”. Come mai McArthur aveva compiuto le rapine senza nemmeno nascondere il volto? Ebbene si era cosparso di succo di limone, convinto che questo lo avrebbe reso invisibile alle telecamere di sorveglianza. Prima delle rapine si era pure scattato una foto con una Polaroid nella quale lui non appariva. La cosa lo aveva maggiormente convinto della bontà della sua teoria. Probabilmente l’estratto del frutto, andato negli occhi, gli aveva fatto puntare la macchina fotografica chissà dove.

Il rapinatore Wheeler McArthur

Questa vicenda  suscitò l’interesse di David Dunning, professore di psicologia sociale alla Cornell University. Il docente pensò che se Wheeler era troppo stupido per essere un rapinatore di banche, forse era anche troppo stupido per sapere che era troppo stupido per essere un rapinatore di banche. La sua stupidità lo aveva reso inconsapevole della sua stessa stupidità. Per farla breve non sapeva di non sapere. Questa considerazione ha aperto un filone della psicologia e della economia comportamentale.

I VACCINI

Questo racconto non vuole, naturalmente, denigrare o sostenere gli altrui pensieri ma solo rendere l’idea di come sia difficile supportare un argomento di qualche importanza nel mondo reale. Prima di continuare a discettare sulle vaccinazioni è necessario, però, accettare il principio secondo il quale la vaccinoterapia induce la produzione di difese immunitarie in modo che, venendo, un individuo, in contatto con agenti patogeni, sarebbe in grado di difendersi efficacemente.

Jenner e il vaiolo

Basandosi su questo assunto, il primo vaccino ad essere scoperto fu, alla fine del Settecento, quello antivaiolo. L’artefice fu Edward Jenner. Il medico inglese osservò che le mungitrici (allora erano donne e non macchine) contagiate dal vaiolo bovino, una volta guarite, diventavano immuni a quello umano. Folgorato da una illuminazione Jenner acchiappò un povero bambino, James Phipps, di otto anni, figlio del suo giardiniere e gli iniettò del materiale purulento prelevato dalla pustola di vaiolo bovino.

Il nostro medico, a distanza di alcuni mesi, riacchiappò il fortunato fanciullo. Gli inoculò del vaiolo umano e la malattia, fortunatamente per il piccolo James, non si sviluppò. Jenner, grazie alla sua intuizione, constatò che, dopo la “vaccinazione”, qualcosa nel corpo del ragazzo era cambiato preservandolo dal contagio. I pacati ruminanti donatori del virus vaioloso passarono alla storia dando il nome alla forma di prevenzione conosciuta col nome di vaccino. Naturalmente il bambino che pose a rischio la sua esistenza non diede il nome a un bel nulla, ma così è la vita! Pensate che presentare una tale scoperta alle autorità mediche fosse stato così semplice? Ma anche no e la Royal Society rifiutò la sua ricerca perchè troppo rivoluzionaria. Alla fine, però, questo tipo di immunizzazione si diffuse in tutta Europa e nelle Americhe.

La Poliomielite e la diatriba Salk – Sabin

la poliomielite fu una ulteriore piaga dell’umanità ad essere debellata da un vaccino. Era talmente diffusa negli Stati Uniti che persino il Presidente, Roosvelt, ne era affetto.

Jonas Salk, batteriologo e virologo, sviluppò il farmaco nel 1954 usando virus inattivati. La prima vaccinazione con il suo ritrovato fu effettuata nel 1955 e comprese due milioni di bambini. Successivamente, Sabin, ne realizzò un diverso tipo, da somministrare per bocca, composto da virus attenuati. Chi è canuto per antico pelo come me ricorderà, a scuola, la zolletta di zucchero con sopra la goccia di vaccino che ci veniva somministrata. Essendo stato, il vaccino Salk, adottato negli USA, Sabin si rivolse al blocco sovietico (si era in piena guerra fredda). Ottanta milioni di giovinetti furono felicemente immunizzati oltre cortina. l’OMS, a seguito degli esiti di questa vaccinazione, dovette riconoscerne la superiore efficacia. Dal 1961 il vaccino Sabin sostituì quello di Salk e fu adottato in tutto il mondo.

IL VACCINO E LA SOCIETA’

Potremmo parlare per ore di scoperte sanitarie che ebbero vita travagliata rivelandosi poi efficaci ed adottate ovunque. Quello che è interessante sono, invece, le implicazioni sociali e psicologiche sia sulla legislazione che sulle persone. Agli albori dei vaccini, pensate, una delle preoccupazioni maggiori fu quella per cui l’inoculazione di una malattia a base animale potesse avere effetti pericolosi nell’uomo. Alcuni, addirittura, paventarono il timore di acquisire peculiarità tipiche delle vacche. Una parte più religiosa  aveva perplessità teologiche secondo le quali il vaccino contravveniva i piani del Padre Eterno.

Kant e Rousseau alle prese col vaccino

Rousseau e Kant

Tra tutte queste dispute nessuno sembra voler ricordare che Kant e Rousseu erano fortemente contrari alla vaccinazione perché rischiosa, innaturale e immorale. Kant criticò, su basi etiche e con toni disgustati, anche la vaccinazione jenneriana.

Su Kant ho delle idee tutte personali. Era un compulsivo che ossessionò la moglie a tal punto da farle chiedere il divorzio.

Raccontava di lui Erina Kant (la moglie): “Si sente in dovere di produrre una Critica su tutto quello che faccio, rendendomi la vita un inferno. Cucino e poi mi trovo sul tavolo la Critica delle quaglie al forno, torno dalla lavanderia e lui mi scrive la Critica del lavaggio dei panni. “. D’altronde fu il filosofo della “Critica della ragion pura” della “Critica della ragion pratica” e della “Critica del giudizio”. Di lui si narra che tutti i giorni passava per lo stesso punto alla stessa ora. I concittadini di Königsberg, vista la sua precisione, rimettevano gli orologi quando lo vedevano spuntare all’orizzonte. Una volta ritardò e ritardarono pure le campane della chiesa perché il campanaro sincronizzava il suo orologio con le passeggiate di Kant. Il filosofo doveva essere di una noia straziante e non scevro da qualche complesso per cui i suoi giudizi etici mi lasciano perplesso.

Rousseau, invece, non s’è mai capito cosa fosse: alle volte pedagogo, altre filosofo, scrittore per alcuni e musicista per altri. Era un tipo che metteva bocca un po’ ovunque, che predicava il ritorno alla semplicità delle foreste: una sorta di disadattato ad ampio spettro. Per lui il vaccino era inefficace e bastava rimanere a contatto con la natura per non ammalarsi.

LE DIATRIBE SUI VACCINI

Allora come oggi, la questione maggiormente dibattuta in diversi Stati europei nel corso dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento fu quella dell’obbligatorietà della vaccinazione. Credevate fosse una novità dei nostri tempi? Assolutamente no. L’Inghilterra, dove le leggi sono contrarie a qualsiasi azione governativa che possa interferire sulle libere scelte dei cittadini, fu il primo terreno di coltura di società e “leghe” anti-vaccino.

Si ebbero violenti scontri in piazza nelle città inglesi tra il 1840 e il 1896 per ottenere l’abolizione dell’obbligatorietà vaccinale antivaiolosa. La propaganda antivaccinista inglese si basava oltre che sull’inaccettabile ingerenza dello stato nella sfera delle libertà personali anche sul disgusto di una pratica che inoculava materiale prelevato da bovini. Allora come oggi le critiche prendevano spunto dai morti causati da incidenti dovuti a vaccini o dove i ceppi erano tornati virulenti. Considerato, però, che gli effetti positivi erano eclatanti, le vaccinazioni ebbero, alla fine, successo presso la quasi totalità delle popolazioni.

IL PRIMO NO VAX DELLA STORIA

Il reverendo Henning Jacobson

Voglio raccontarvi un episodio che sembra calzare ai nostri tempi. Nel 1902, la città di Cambridge in Massachusetts essendo oggetto di un’epidemia di vaiolo, stabilì l’obbligo vaccinale per tutti i cittadini. Il reverendo Henning Jacobson rifiutò il vaccino perché a suo dire questa legge violava il suo diritto di curare il proprio corpo (vi ricorda nulla?).

Lo stato del Massachusetts, a quel tempo, consentiva ai funzionari di far rispettare le vaccinazioni obbligatorie e quindi Jacobson fu perseguito e multato.

Ricorse alla Corte Suprema la quale, però, stabilì che “Una comunità ha il diritto di proteggersi da un’epidemia di malattia che minaccia la sicurezza dei suoi membri“. Insomma sancì il principio secondo il quale il bene pubblico è superiore alla libertà individuale. Sulla scia del medesimo ragionamento, la Corte Suprema, nel 1922, rigettò i rilievi di incostituzionalità sollevati dalla studentessa della città di Sant’Antonio Rosalyn Zucht. La giovane, non vaccinata, faceva riferimento ad una legge del Texas che non permetteva l’accesso nelle scuole pubbliche a coloro che non avessero presentato un certificato di avvenuta vaccinazione contro il vaiolo (e anche questo mi ricorda qualcosa…).

In conclusione

Da Jenner a oggi il giudizio dell’uomo e i suoi comportamenti non sono cambiati e credo mai cambieranno. Forse il sale della vita di cui tanto parlava Tonino Guerra è questo: la contrapposizione dei pensieri sempre che si svolga in maniera civile e composta. Mai si conoscerà da quale parte sta la ragione come tra i “pro Vax” e i “no Vax”. La storia ci darà la risposta se tutto andrà bene (non fate gli scongiuri). Vi saluto da un metro e mezzo di distanza.

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