Vertenza Brioni: il candidato sindaco Angela Pizzi incontra i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil

“Con i sindacati attueremo le strategie più efficaci sia per tutelare i lavoratori messi in esubero che per salvare il futuro della produzione dello stabilimento pennese”

PENNE – Lo sciopero indetto ieri dai sindacati contro la chiusura dei reparti maglieria e camiceria della Brioni Roman Style ha registrato un’appendice nel pomeriggio, con l’incontro organizzato dalla candidata sindaco Angela Pizzi nel comitato elettorale della lista Penne Prossima.

A rispondere all’invito sono stati Antonio Perseo (Cgil), Leonardo D’Addazio (Cisl) e Debora Del Fiacco (Uil). I tre rappresentanti sindacali hanno dapprima illustrato la situazione che ha portato la maison di moda del gruppo Kering – che attualmente nell’area vestina conta 960 dipendenti – prima a incentivare l’uscita del personale pensionabile, e poi a dichiarare i 320 esuberi, licenziando di fatto 86 maestranze e chiudendo due reparti.

«Il 30 settembre è il termine stabilito per incentivare con il 58% in più rispetto alla buonuscita l’uscita dei lavoratori, che comunque godranno della cassa integrazione e di due anni di naspi», hanno spiegato D’Addazio, Del Fiacco e Perseo. «Chiediamo la ricollocazione del personale in esubero e investimenti per continuare a produrre la moda di lusso a Penne. Negli ultimi dieci anni sono usciti dalla Brioni circa 700 persone, e in produzione non è stato più assunto neanche un giovane. Se non fermiamo subito questa emorragia, il gruppo Kering potrebbe un domani affidare la produzione dei nostri capi ai façonisti».

Collegarsi alle istituzioni nazionali e allo stesso tempo progettare un futuro green per salvaguardare lo storico stabilimento pennese e le sue maestranze: queste le idee messe sul piatto della bilancia da Angela Pizzi e dal vice sindaco uscente Vincenzo Ferrante, candidato consigliere della lista Penne Prossima: «Illustreremo al gruppo Kering un progetto molto importante per dare ancora più autorevolezza e sostenibilità al marchio Brioni», hanno sottolineato Pizzi e Ferrante «e nel frattempo non ci dimenticheremo dei lavoratori messi in esubero. Busseremo a tutte le porte fino a quando non avremo assicurazioni serie sul loro accompagnamento alla pensione o sul loro ricollocamento lavorativo».

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