Vertenza LFoundry, i sindacati: “Produzione compromessa. Serve tavolo al Mimit”. Futuro incerto per 1.300 lavoratori
AVEZZANO – Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm denunciano la situazione allarmante dei flussi produttivi di LFoundry, “in uno stato di blocco quasi totale.
Non vengono introdotti nuovi prodotti” scrivono, e la produzione di memorie volatili e sensori d’immagine “si regge sulla commessa storica americana, ormai agli sgoccioli: si lavorano appena 200 fette di silicio a settimana, a fronte di una saturazione degli impianti pari a 11.000 fette. Per garantire il pareggio economico sarebbe necessario produrne almeno 5.500”.
Secondo i sindacati la situazione “rischia di compromettere la sopravvivenza industriale e il mantenimento dei livelli occupazionali” dello stabilimento di Avezzano e per questo ritengono indispensabile la convocazione urgente di un tavolo presso il Mimit.
“Anche la situazione manageriale è preoccupante viste le dimissioni del Ceo Nabeel Gareeb” sottolineano in una nota. Lo stesso Nabeel, nell’incontro al Mimit del dicembre 2025, aveva promesso un rilancio industriale.
“L’illustrazione del piano strategico sarebbe stata fatta nel primo semestre 2026. Ad oggi – proseguono i sindacati – nulla è stato presentato, e dubitiamo che dal gennaio 2027 possa partire la produzione di nuovi modelli. Al contrario, il contratto di solidarietà coinvolge sempre più addetti, testimoniando l’incertezza su 1.300 lavoratori” dichiarano Massimiliano Nobis della Fim-Cisl, Barbara Tibaldi della Fiom-Cgil e Luca Maria Colonna della Uilm-Uil.
