Villavallelonga celebra San Leucio suo Santo Patrono

VILLAVALLELONGA – L’11 gennaio è un giorno speciale per la comunità di Villavallelonga: è il giorno in cui si festeggia San Leucio santo patrono del paese. Il grazioso paese è pervaso da una forte sacralità, con profondi silenzi interrotti da brani di musica classica o cerimoniale di complessi bandistici e da spari pirotecnici che aprono e chiudono la festa, oltre a scandire la funzione solenne nella Chiesa di San Leucio.

In foto: La statua di San Leucio

Il culto di San Leucio -primo Vescovo di Brindisi- è ultra millenario ed è stato introdotto dai pastori transumanti in Puglia, che ha trovato espressione nella edificazione della chiesa intitolata al Santo. Quest’ultima è stata eretta a occidente fuori dalle mura, quasi il Santo dovesse anche presidiare, dalla sommità del Colle di S. Leucio, le vitali sorgenti poste ai suoi piedi: la Canalicchia e la Fonte Vecchia.

Alcuni documenti locali attestano che nelle annate di siccità la sola sorgente che non perdesse l’alimentazione era la Fonte Vecchia, utilizzata anche dai collelonghesi per il proprio bestiame.

Inoltre, alcune famiglie devote al Santo, l’ 11 gennaio e nei giorni precedenti, in segno di ringraziamento per qualche grazia ricevuta, offrono alla collettività i “frascarejie”, una pasta con farina, uova e acqua il cui impasto produce granuli induriti che vengono poi cotti in grandi cottore con acqua salata e conditi con sugo di pecora e formaggio pecorino.

Viceversa, altre famiglie sempre in onore del Santo Patrono, offrono le “pagnottelle” o “le pizzelle”.

In foto: le pizzelle

Negli anni passati, l’11 gennaio, quando ancora non si eleggeva un comitato, le famiglie di Villavalellonga impastavano le “sciambelle” e l’indomani andavano a cuocerle all’unico forno del paese per poi degustarle in famiglia.

Da diversi anni è il Comitato Feste Patronali a distribuire ai fedeli la “Sciambella i Sant Luzij” benedetta, alla fine della celebrazione solenne in onore di San Leucio.