XXVI° Premio Nazionale Paolo Borsellino a Pescara

Premiate personalità militari e civili impegnate sul fronte della lotta alla mafia

PESCARA – L’Auditorium “Flaiano” di Pescara ha accolto, nell’indimenticabile ricordo che lega l’Italia tutta al Giudice Paolo Borsellino, la cerimonia di consegna dei riconoscimenti del XXV° Premio Nazionale a lui dedicato; l’evento ha visto la partecipazione di un elevato numero di scuole medie e superiori che mai come quest’anno, hanno tangibilmente figurato la frase-testimonianza dell’alto e irripetibile impegno del giudice Borsellino e del suo amico e collega Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano e camminano sulle gambe di altri uomini”.

I premi sono stati consegnati venerdì 29 ottobre nel corso di una commovente manifestazione che ha visto riconosciuti i meriti di:
Maurizio Detalmo Mezzavilla, Generale nuovo comandante Interregionale “Ogaden” dell’Arma di Carabinieri; 
Carmelo Zuccaro, Procuratore di Catania;
Gaetano Paci, procuratore di Reggio Calabria;
Raffaele Grassi, Prefetto di Padova – fino a pochi mesi fa Prefetto di Foggia –;
Francesco Oliva, Vescovo antimafia di Locri;
Don Maurizio Patriciello, Parroco di Caivano (Napoli) che si batte contro la camorra della “terra dei fuochi”;
Roberto Lipari, cabarettista antimafia, dal 1 novembre p.v. conduttore di Striscia la notizia;
Giovanni Parapini, direttore di “Rai per il sociale”;
Maria Grazia Mazzola, inviata speciale del Tg1 che ha realizzato numerose inchieste e documentari antimafia tra cui l’esclusiva con la moglie Agnese Borsellino;
Giovanni Bianconi, editorialista del Corriere della sera;
Stefano Pallotta, Presidente dell’ordine dei giornalisti d’Abruzzo;
Pinuccio Fazio, testimone di giustizia che ricorda il figlio Michele ucciso dalla mafia;
Antonio La Scala, avvocato e presidente di “Gens nova”;
Marco Grassi, ispettore della guardia di Finanza che si impegna nell’educazione antimafia;
Rosa De Fabritiis, docente referente dell’educazione alla cittadinanza attiva nell’Istituto De Cecco.

I riconoscimenti infatti, raggiungono personalità italiane, appartenenti a diverse istituzioni, che si sono distinte per impegno, coerenza e coraggio nell’azione sociale e politica, in particolare nella difesa e promozione di valori quali democrazia, legalità e libertà.

La lotta alla mafia e all’illegalità tutta, deve essere costruita nel corso dei primi anni di esistenza del cittadino; per tale ragione Gesualdo Bufalino, all’indomani della strage di Via D’Amelio, sostenne fermamente la necessità che si fosse “un esercito di insegnanti per combattere la mafia” e il ricordo che ancora oggi, e ci si augura anche per il futuro, viene preparato ogni anno serva da insegnamento e da guida per combattere la criminalità insita nella società difenderne i profondi valori civili e sociali.

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