Emergenza idrica in gran parte rientrata ad Avezzano, Luco, Trasacco e Collelongo. Il bollettino del Cam. Un’esperienza da cui trarre insegnamento

Un brindisi con... l'acqua!

Permangono problemi nelle frazioni e in molte aree della zona nord del capoluogo marsicano

AVEZZANO – Alle 19 di oggi, dopo il secondo approvvigionamento di acqua della giornata, dalle 16 circa alle 18 circa, una volta verificato che gran parte del 60mila utenze interessate dal black out idrico durato quattro lunghi giorni, il Cam, Consorzio Acquedottistico Marsicano, ha potuto finalmente tirare un sospiro di sollievo e dichiarare l’emergenza rientrata.

Questo l’aggiornamento ufficiale del Cam, diramato alle ore 19:

«Lo stato di emergenza idrica che ha interessato nei giorni scorsi i Comuni di Avezzano, Luco dei Marsi e Collelongo è ufficialmente rientrato.

Nel Comune di Avezzano, l’erogazione idrica è in fase di regolarizzazione su tutto il territorio comunale.

Rimangono solo alcune zone periferiche ancora non completamente approvvigionate, che continueranno a essere servite dalle autobotti attive sul territorio fino al ripristino completo, previsto per la mattinata di domani, salvo imprevisti.

Nei Comuni di Luco dei Marsi e Collelongo, l’approvvigionamento è tornato alla piena normalità e tutti i servizi sono regolarmente attivi.

Rimangono attivi i numeri di emergenza per eventuali richieste di supporto, in particolare per l’attivazione del servizio autobotti nelle aree ancora temporaneamente scoperte.

Con l’occasione si esprime un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato alla gestione dell’emergenza:

  • alle associazioni di protezione civile e volontariato;
  • ai COC comunali di Avezzano, Luco dei Marsi e Collelongo;
  • alle amministrazioni comunali, agli uffici tecnici e ai funzionari coinvolti;
  • a tutti i dipendenti e operatori del CAM – Consorzio Acquedottistico Marsicano, che hanno lavorato ininterrottamente nelle ore più critiche, insieme a tutte le squadre sul campo e ai tecnici aggiunti, per garantire il ripristino del servizio nel minor tempo possibile.

Un ringraziamento speciale va inoltre a tutta la popolazione coinvolta, che ha dimostrato senso civico, pazienza e spirito di solidarietà, facilitando concretamente le operazioni di intervento e supporto sul territorio.

Continueremo a monitorare la situazione e ad informare la popolazione tramite i canali ufficiali».

“Passata la festa, gabbato lo santo”? No, non è proprio il caso di festeggiare con grossi flutes di acqua corrente e pensare che tutto è bene quel che finisce bene.

Questa vicenda è iniziata venerdì pomeriggio, quando a Trasacco una fiume di acqua è uscito da un tratto dell’adduttore principale, fortemente danneggiato.

Si è provato a ripararlo, ma la “toppa” non ha retto e si è tornati al punto di partenza. A quel punto era del tutto evidente che si doveva procedere alla sostituzione di 8 metri di tubatura di grossa portata.

Tubi ad alta resistenza che debbono sopportare un flusso e una pressione, esercitati dall’acqua, estremamente alte. E allora si è dovuto reperire il tubo, trovare personale specializzato e mettere su una mastodontica macchina dell’emergenza con tre Coc comunali aperti, Protezione Civile in campo, volontari mobilitati.

L’operazione è stata difficile e lunga e alla fine, ieri alle 19, finalmente la riparazione è stata eseguita e conclusa. Ne è seguita la lunga operazione di reimmissione dell’acqua in circolo, che non è esattamente come far tornare l’acqua nelle proprie case.

Ma certamente ci sono cose da cambiare.

Prima di tutto l’aspetto tecnico. Pare ormai chiaro che la rete idrica esistente vada rifatta e il Cam questo lo deve metter in conto e in programma. Prima di subito.

Poi la comunicazione alla popolazione, alle persone, quella che le aziende chiamano utenza, che, soprattutto all’inizio, è stata poco tempestiva ma, soprattutto, in molti non l’hanno ricevuta o non hanno avuta chiara la percezione di quanto avvenuto. Bisogna cambiare forme e modalità.

Un’azienda, come il Cam, che tale è, poi, che ha come unico compito quello di governare la rete idrica e fognaria di gran parte della Marsica, deve essere in grado di provvedere in autonomia ad emergenze del genere, riuscendo a mobilitare uomini e mezzi in pochi minuti.

Infine, una lezione per tutti noi. Abbiamo dovuto convivere 4 giorni con la totale assenza di acqua. Non è stato né semplice, né tantomeno bello, ovviamente. E’ stato duro per tutte le fase e i gesti della nostra vita quotidiana.

Ciò dovrebbe averci fatto capire che l’acqua è preziosa più di qualsiasi altra cosa, per un motivo semplice: perché è insostituibile. E allora, oltre e fuori discorsi di parte e di partiti, dobbiamo convincerci che l’ambiente va tutelato e rispettato, che solo così preserveremo beni vitali come l’acqua, senza la quale, come abbiamo potuto toccare con mano, è stato difficile vivere anche solo 4 giorni.