Cani selvatici nell’Area Faunistica di Rovere del Parco Sirente Velino assaltano e uccidono alcuni Camosci: recinto insufficiente, necessario nuovo modello di protezione

Femmina di camoscio con un ,piccolo nell'area di Rovere (Immagine tratta da un video di Gianpiero Cutolo)

AVEZZANO – La vicenda che andiamo sinteticamente a narrare prende le mosse alcuni giorni fa, circa una settimana e più, ma ha avuto un suo primo epilogo, che avremmo vuluto evitare tutti, nelle ore scorse.

I fati ruotano attorno all’Area Faunistica di Rovere, nel Parco reginale del Sirente-Velino, dove è ospitato un grosso gruppo di Camosci d’Abruzzo, una specie rara, che può trovarsi solo in queste zone, fra Abruzzo e Molise, e che solo adesso sta tornando a numeri accettabili, ma che fino a qualche anno fa non superava le 300 unità.

Grazie ad un progetto della Ue degli anni passati, questa specie è riuscita a risalire nei numeri e nella popolazione, tornado a riappropriarsi dei propri territori. Territori che condivide, come è normale che sia, con altra fauna selvatica locale, come lupi, orsi, aquile, falchi e quant’altro ha donato la natura a questa splenda regione che è l’Abruzzo e alle sue meravigliose aree interne.

Fra queste specie, però, ci sono anche cani selvatici o rinselvatichiti, estremamente pericolosi, che nei giorni scorsi sono stati avvistati, non solo dalla popolazione, ma da appassionati della natura e filmmaker naturalisti di grosso livello, aggirarsi attorno all’Area Faunistica in questione. Quattro di questi cani, quindi, sono riusciti a penetrare nell’area, ma grazie alla segnalazione delle persone, sono stati presi dai servizi competenti.

Un risultato estremamente temporaneo, a quanto pare, visto che i quattro cani sono stati sterilizzati dalla Asl1, ma poi rimessi in circolazione. I quattro animali, quindi, sono tornati nella zona e questa volta, non solo sono riusciti ad entrare nel recinto, ritenuto dagli esperti che ci hanno contattato, inadatto al compito, ma hanno ferito una femmina adulta e ucciso un piccolo.

La segnalazione è stata quindi diramata a Parco Sirente-Velino, guardiaparco, Carabinieri Forestali e a tutti gli organismi competenti. E’ ovvio che sia necessario non solo un intervento di urgenza e tampone, ma un progetto che ripensi da capo la protezione di questi animali rari, ma anche di residenti, frequentatori e visitatori del posto, che di certo non possono correre il rischio di essere aggrediti da questi cani.

Noi vi daremo conto di quanto accadrà, ma anche di quello che eventualmente non accadrà, e intanto vi lasciamo godere delle splendide immagini di questa Area Faunistica inviateci dal medico, naturalista e filmmaker della natura, Gianpaolo Cutolo, che ringraziamo.