“Caso Leombruni” a Milonia 2026. Netta presa di posizione di Quelli di Amarena: «Si dimetta il direttivo della Pro Loco di Cesoli o non parteciperemo più alle loro iniziative»

AVEZZANO – Si accende ancora di più la polemica e lo scontro, ormai concreto, attorno al “Caso Leombruni” e la partecipazione del macellaio di San Benedetto dei Marsi, sotto processo davanti al Tribunale di Avezzano per l’uccisione a fucilate, tre anni or sono, dell’Orsa Amarena, a “Milonia 2026” tenutasi a Cesoli.

Ad alzare la tensione ulteriormente, e la cosa era assolutamente prevedibile, è la netta presa di posizione dell’odv “Quelli di Amarena” a proposito del “Caso Milonia” con l’ospitata di Andrea Leombruni con lo stand della sua azienda di macelleria “Fratelli Leombruni”.

Dirigenti e associati dell’associazione si dicono profondamente amareggiati e nel contempo mortificati dalla ferita inferta alla Vallata con l’assassinio di Amarena, nonché dalle miserevoli giustificazioni della Pro Loco Monte Faito di Cesoli di Ortona dei Marsi, e, pertanto, ufficialmente, “Quelli di Amarena” di San Sebastiano dei Marsi, chiedono con chiarezza e fermezza la rimozione del direttivo della Proloco di Cesoli.

«In qualità di Vicepresidente dell’associazione “Quelli di Amarena” – scrive in una breve nota il Vicepresidente di “Quelli di Amarena”, Gianfranco Barattucci – pongo a conoscenza alla Pro Loco Monte Faito che non parteciperemo mai più alle vostre iniziative.

Chiedo le dimissioni del Presidente dell’associazione. Con la speranza che chi proseguirà sia una persona sensibile e rispettosa nei confronti di tutte le comunità della Valle del Giovenco».

Una presa di posizione tanto ferma quanto chiara che mette un punto a tutta la questione: basta con i giri di parole, meglio noti come “supercazzole”, e si badi solo a questioni concrete di opportunità, serietà e correttezza sia a livello intellettuale che professionale, soprattutto in un caso come questo dove in ballo c’è la credibilità di un territorio e, per certi versi, di un’intera regione.