Prosegue la protesta dei tir: avanti in Calabria, Puglia, Basilicata e Molise. Revocato lo stop in Sicilia. Fumata nera all’incontro con Salvini

Protesta dei tir - Ipa

Blocchi sull’A30 a Nola ed Avellino. Traffico paralizzato anche a Mercato San Severino. La mobilitazione legata all’aumento del costo del gasolio. Il viceministro Rixi: “Non saranno consentiti blocchi sine die”

(Adnkronos) – Revocato il fermo dei tir in Sicilia per il caro carburanti, ma la protesta continua in Calabria, Basilicata, Puglia e Molise almeno fino al prossimo 27 ottobre. E’ fumata nera dopo il vertice degli autotrasportatori con il ministero dello Sviluppo economico e il ministro Matteo Salvini. I rappresentanti Fedralog delle quattro regioni, riporta una nota del Coordinamento, “prendono atto con rammarico della totale mancanza di risposte concrete: al tavolo non si è raggiunto concretamente nessun obiettivo tra quelli programmati, né sono giunte garanzie o impegni vincolanti da parte del governo“.

“Alla luce del mancato riscontro sulle priorità individuate – si legge ancora nel comunicato – si conferma con fermezza la linea della mobilitazione. Lo sciopero e il fermo proseguono regolarmente e senza alcuna variazione, secondo le modalità e i tempi già definiti”. La decisione è stata assunta dal momento che, fa sapere Fedralog, “nessun passo in avanti è stato compiuto in questo incontro. La mancanza di risposte concrete rende inevitabile la prosecuzione del fermo: andiamo avanti determinati così come stabilito, a tutela dei diritti e delle istanze dei nostri territori”.

Non è bastata, dunque, l’apertura del viceministro Edoardo Rixi che, al vertice di oggi in Prefettura a Milano, aveva parlato dello sblocco di risorse per 480 milioni di euro da destinare al comparto. La mobilitazione andrà avanti almeno fino al 27, data del prossimo incontro con il titolare del dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Revocato lo stop in Sicilia

Il Comitato trasportatori siciliani (CTS) ha annunciato la revoca del fermo dei servizi per sbloccare la situazione logistica in Sicilia e dare un segnale di apertura al Governo. La decisione è arrivata dopo il confronto con il ministro Matteo Salvini. Le aziende rimarranno in stato di agitazione fino alla completa risoluzione degli ultimi nodi aperti.

La protesta nel Paese

La protesta prosegue in altre zone del paese. “Siamo pronti ad andare avanti ad oltranza, ancora domani si aggiungeranno altri manifestanti. Siamo aperti alle proposte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma devono andare giù le accise o il costo del carburante, è una battaglia non solo per i camionisti, ma per tutti i cittadini”. dice all’Adnkronos Gianni Prato, responsabile del coordinamento degli autotrasportatori che stanno presidiando da diverse ore le uscite autostradali di Caianello, Capua, Santa Maria Capua Vetere sulla A1 e di alcune vie principali in Molise, tra Venafro ed Isernia.

“La nostra non è una protesta, bensì è una manifestazione pacifica, sono bloccati solo i tir, c’è libera circolazione per gli altri mezzi, il ministro Salvini non può certo ignorare i nostri presidi che riguardano complessivamente 5-6mila tir”.

Rixi: “480 milioni per il comparto, non saranno consentiti blocchi sine die”

Il viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Edoardo Rixi, in un punto stampa ha confermato che “da oggi iniziamo a erogare i contributi sui 430 milioni, che ora sono diventati circa 480 milioni, per azzerare tutte le domande” degli autotrasportatori “che sono pervenute fino al 30 di agosto, l’ultima finestra che è stata aperta” per accedere ai contribuiti sotto forma di credito di imposta. “Poi – ha aggiunto Rixi – verrà aperta un’altra finestra per le nuove domande sostanzialmente ai primi di novembre, che poi verrà compensata coi crediti d’imposta nel ’27”.

“È evidente che una situazione come questa non può continuare” e anche se “le istanze sono giuste, i blocchi non possono essere consentiti sine die”, ha poi detto Rixi a proposito dei blocchi. “Quello che noi stiamo cercando di fare, ed è il motivo per cui il ministro ha già deciso di incontrare anche tutti gli autotrasportatori del Sud, è proprio per cercare di evitare di far passare” i blocchi “alla catena logistica, ma poi anche ai cittadini”, con problemi “di approvvigionamento dei supermercati, ma anche degli ospedali”.

“È evidente – ha riferito il viceministro – che in queste ore si è cercato un confronto per cercare di risolvere i problemi e noi abbiamo messo a disposizione un ascolto importante. Quindi alcuni blocchi già ieri sono stati tolti, altri oggi. So che c’è ancora un tema abbastanza spinoso questa mattina sul porto di Napoli e poi è chiaro che bisognerà fare in modo che si ripristini più o meno la normalità, al fine di garantire a tutti gli italiani di poter avere non solo i generi alimentari ma di poter continuare a svolgere le proprie attività. È giusto scioperare però bisogna anche fare in modo di non creare eccessivi disagi al Paese, soprattutto ai cittadini e a chi invece vuole continuare a lavorare e a svolgere la propria attività”, ha concluso Rixi.

Blocchi al Sud: a Napoli rischio stop traghetti per le isole

In Campania i camionisti sono ancora in presidio al casello di Nola, sull’autostrada A30 Caserta-Salerno, e si registrano blocchi a oltranza nella zona di Avellino Est. La protesta ha coinvolto anche la barriera di Mercato San Severino, in provincia di Salerno, dove si sono registrate forti ripercussioni sulla circolazione in direzione Caserta.

Una lunga fila di tir ha completamente bloccato le attività all’Interporto Sud Europa (Ise) che si trova in provincia di Caserta, tra Marcianise e Maddaloni. L’Interporto è il più importante polo commerciale dell’Italia centro-meridionale.

Inoltre, sempre a Napoli molti distributori potrebbero presto rimanere a secco: è questo lo scenario attuale dettato dallo sciopero dei tir per il caro carburanti che sta impedendo il regolare rifornimento delle stazioni di servizio. Ci sono lunghe file di auto nelle poche pompe di distribuzione che hanno a disposizione il carburante. La situazione non è migliore sulle isole napoletane: sono a rischio anche i collegamenti marittimi a causa della penuria di carburante per alimentare i traghetti che collegano le due isole alla terraferma. La compagnia di navigazione Caremar ha inviato una nota alla Prefettura di Napoli e alla Regione Campania chiedendo l’attivazione di un piano emergenziale per garantire i rifornimenti ed evitare il fermo delle navi a partire da giovedì mattina.