Youssef Siher, il gip non convalida fermo: rimesso in libertà
(Adnkronos) – La gip del tribunale di Milano, Tiziana Landoni, non ha convalidato il fermo di Youssef Siher, l’amministratore della chat Telegram e della pagina Instagram ‘Movimento 17 ottobre’, ed è stato scarcerato. Lo fa sapere la difesa del ricercatore trentenne, fermato dalla polizia per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità del terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche.
La Procura aveva chiesto al gip di convalidare la misura del carcere, ritenendo sussistente sia il pericolo di reiterazione del reato sia il rischio di fuga.
Mentre la difesa di Siher aveva chiesto la scarcerazione poiché i messaggi social rientrano nella libertà di espressione garantita dalla Costituzione. “Non ha fatto niente. Lui era sicuro del fatto che ha esercitato le sue libertà e i suoi diritti costituzionalmente garantiti”, ha detto ieri l’avvocata Yasmina Abu Sharar che con il collega Benedetto Ciccarone difende Siher.
“Secondo noi non ci sono dei gravi indizi di colpevolezza nelle esigenze cautelari, per noi le cose scritte in chat non sono istigatorie come abbiamo spiegato nel nostro intervento di mezz’ora davanti alla giudice a cui abbiamo contestato la sostanza dei reati”, ha spiegato la difesa. A chi chiedeva ai legali il perché Siher abbia creato il gruppo social ‘Movimento 17 ottobre’, l’avvocato Ciccarone ha replicato: “Quando arriverà il momento in cui dovrà esprimersi in questo procedimento, e se diventerà un processo, si esprimerà lui, io non posso parlare per lui. Quello che ha scritto per noi non costituisce reato”.
“Lui non ha tenuto nessuna condotta istigatoria nelle violenze. Per noi sono cose che non costituiscono reato e per noi l’aggravante del terrorismo non sussiste”, ha affermato il legale.
“Una decisione vergognosa”. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si esprime così dopo la mancata convalida del fermo di Youssef Siher, l’amministratore della chat Telegram e della pagina Instagram ‘Movimento 17 ottobre’. “Lo dirò senza mezzi termini: considero vergognosa la decisione del Gip di Milano di non convalidare l’arresto di Youssef Siher, accusato di essere il gestore della pagina Telegram ‘Movimento 17 ottobre’, la pagina che incitava all’organizzazione di quelle manifestazioni che poi abbiamo visto portare alla devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano”, dice Meloni in un video diffuso sui social.
“Penso che questa sia una mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell’ordine, degli inquirenti, del ministero degli Interni e in generale di tutti coloro che si adoperano per difendere la gente perbene dal rischio di vedere devastate le proprie città e i propri esercizi commerciali. E davvero non so come possa uno Stato normale difendere le persone perbene di fronte alle decisioni di certa magistratura”, aggiunge la presidente del Consiglio.
“Incredibile la liberazione di un soggetto per il quale la stessa Procura di Milano aveva contestato reati gravissimi, tra cui l’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo, evidenziando anche il rischio di fuga e di reiterazione del reato”, fa eco il vicepremier Matteo Salvini. “Dopo le violenze e le devastazioni delle scorse settimane, una decisione vergognosa, incomprensibile, assurda. Se si verificheranno nuovi episodi di violenza e altri danni, a partire dai cortei di questo venerdì a Milano, pagherà di tasca sua il giudice che ha deciso di rimandare a casa questo galantuomo?”, dice il leader della Lega.
“Considero estremamente grave la decisione del gip di Milano di rilasciare Youssef Siher, considerato uno dei principali fautori delle violenze compiute a Milano la scorsa settimana. Rimetterlo in libertà significa mettere in pericolo la sicurezza del Paese”, scrive sui social Antonio Tajani. “Una scelta che offende e demotiva il lavoro delle forze dell’ordine impegnate nella lotta al terrorismo e alla criminalità. Alcune decisioni vanno prese con maggiore cautela e senso di responsabilità”, aggiunge il vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia.
