Dalla Marsica alla Valle Subequana, sulle tracce di San Francesco: il nuovo libro di Roberto Biondi

Il Centro per la filosofia Italiana ricorda con piacere le due prossime presentazioni del nuovo libro dello storico e scrittore aquilano Roberto Biondi , San Francesco e L’Abruzzo per la collana comete-scie d’Abruzzo per Ianieri Edizioni, in tema con il grande convegno itinerante del Centro sulle orme di San Francesco: Storie, luoghi, percorsi e spiritualità.                   

Il libro di Biondi sarà presentato venerdì 30 ottobre alle 18,30 a Spoltore (PE) presso la società operaia del mutuo soccorso alla presenza del professor Marco Presutti e martedì 3 novembre alle 18 alla libreria Colacchi dell’Aquila alla presenza dell’assessore Ersilia Lancia.                                                     

Queste due interessanti iniziative culturali sono l’occasione per riscoprire la grande relazione tra San Francesco e l’Abruzzo da Celano a L’Aquila, da Gagliano Aterno a Castelvecchio Subequo nella valle subequana nell’attuale Parco regionale Sirente-Velino passando per Bominaco di Caporciano nella piana di Navelli, ripercorrendo un affascinante itinerario e percorso sulle orme del Santo di Assisi tra storia, arte, e spiritualità.              

Al centro emergono Tommaso da Celano, primo biografo del Santo, i frati abruzzesi della prima generazione e la complessa costruzione e dell’immagine di Francesco tra carisma, istituzione e devozione popolare.
Nella Marsica San Francesco d’Assisi diffuse il suo ordine dei minori.                   

La sua prima presenza in Abruzzo, risulterebbe nell’inverno tra il 1215 e il 1216, quando di ritorno da Roma di ritorno verso Rieti, Terni e Assisi viaggiando lungo l’antica strada consolare romana Tiburtina Valeria soggiornò nella vicina San Benedetto dei Marsi antica sede diocesana, dove alloggiava, insieme con i poveri, nei pressi dell’anfiteatro romano.                                                         Un successivo viaggio nella Marsica, a Pescina, Celano e San Benedetto dei Marsi, ospite dei conti di Celano al tempo alle dipendenze dell’imperatore Federico II ci sarebbe stato tra il 1219 ed il 1222.                   

Secondo quanto avrebbe riportato il suo primo biografo Tommaso da Celano e, in seguito, Bonaventura da Bagnoregio che riscrisse la biografia, San Francesco avrebbe guarito, operando un miracolo, un cavaliere che lo ospitò nel palazzo celanese di sua proprietà. Mentre nel 1225, nella vicina Pescina, San Francesco fondò il convento accanto alla contemporanea chiesa di Sant’Antonio di Padova nella Marsica.

Secondo diversi storici è documentata anche la presenza di San Francesco oltre che nella Marsica anche nella valle Subequana e a testimoniare la grande devozione e rispetto e l’ammirazione popolare per i valori francescani è Il convento di San Francesco, monumento nazionale dal 1902, si trova presso Castelvecchio Subequo, in provincia dell’Aquila.                

La costruzione del convento è legata alla presenza di Francesco d’Assisi nell’area tra il 1216 e il 1222 grazie all’ospitalità offerta dai conti  di Celano nel castello di Gagliano Aterno. Ricordiamo che oltre ai cammini francescani la Valle Subequana è stata percorsa anche dal grande papa Celestino V in viaggio verso l’Aquila  ricordato anche durante le solenni e importanti celebrazioni della Perdonanza Celestiniana all’Aquila.                                                              

All’Aquila il luogo famoso francescano per eccellenza oltre al convento di San Giuliano è chiaramente la grande Basilica di San Bernardino da Siena costruita a partire dal XV secolo in onore del celebre predicatore Toscano dopo la canonizzazione grazie anche all’iniziativa del teologo francescano San Giovanni da Capestrano con l’appoggio di papa Niccolò V.                                                         

Il libro di Biondi ripercorre quindi gli itinerari e cammini storici, spirituali e artistici della grande tradizione francescana abruzzese attraverso conventi, basiliche e affreschi, per comprendere meglio come l’Abruzzo abbia custodito e rinnovato nei secoli l’eredità e la memoria del Poverello. Biondi colloca l’esperienza di san Francesco nel contesto religioso, politico e sociale  dell’Italia medievale tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, mettendo in luce la portata rivoluzionaria della sua scelta di povertà e di comunità e in un periodo attuale di tensioni sociali e di scontri anche con le istituzioni e con le forze dell’ordine San Francesco guida i fedeli in un percorso di rispetto verso le autorità, gli altri cittadini del popolo e della comunità dove è possibile esprimere e lavorare  liberamente in maniera costruttiva, responsabile e utile per la società e la collettività.                               

Ricordiamo che il Centro per la filosofia Italiana ha in programma a dicembre la presentazione del libro di Biondi San Francesco e l’Abruzzo al castello Piccolomini di Capestrano nel Parco Nazionale Gran Sasso con la partecipazione di Jacopo Meccariello e Lorella di Blasio per la rassegna del Centro per la filosofia italiana Strade e Percorsi D’Abruzzo.