“Carne et Ossa”, il film sulla Corsa degli Zingari di Pacentro arriva su RaiPlay
Ph Eduardo Gentile
PACENTRO – “Un rito ancestrale le cui origini si ignorano, al quale si partecipa per motivi spirituali o materiali, legati all’indissolubile rapporto tra natura e uomo”.
È il “patrimonio genetico” della Corsa degli Zingari, evento che ogni anno si rinnova a Pacentro, nel cuore del Parco nazionale della Maiella, la prima domenica di settembre, con la sfida di uomini del paese che “si lanciano da un dirupo fatto di roccia viva, e corrono giù fino al torrente, per poi risalire”.
La corsa ha ispirato il film “Carne et Ossa” che da oggi, 4 novembre, entra nel circuito Rai su RaiPlay.
A realizzarlo, nel 2023, un team costruito intorno al regista Roberto Zazzara e a Ifa Produzione Cinematografica di Pescara, diretta da Cristiano Di Felice.
“Carne et Ossa” ha ricevuto, tra gli altri, il “Cervino Cinemountain – Best Movie” in “Montagne Italiane” e altri riconoscimenti internazionali in Francia, Spagna, Georgia, Inghilterra. Buono il successo nelle sale cinematografiche italiane dove è stato distribuito da Mescalito Film. Le piattaforme di informazione e critica cinematografica Mymovies.it e Comingsoon.it gli hanno attribuito quattro stelle di valutazione (su cinque).
“Non può che essere evidente la gioia per un percorso che riguarda non solo me, ma tutto lo staff – commenta Zazzara in un nota -. È il riconoscimento a un lavoro nato sì molto piccolo, ma con alla base concetti forti come quello di un cinema legato al territorio e un’adesione a valori che abbiamo fatto nostri”.
“Siamo già al lavoro sul prossimo film con Zazzara e questo – afferma il direttore di Ifa, Di Felice – non può che darci l’entusiasmo e la carica giusti per continuare a percorrere la strada delle nostre storie locali, ma capaci di avere un respiro internazionale se affidate ad autori come lui”.
Alla realizzazione di “Carne et Ossa” ha partecipato anche Sulmonacinema Aps e hanno contribuito Regione Abruzzo, Comune di Pacentro, Associazione Corsa Degli Zingari.
“Grazie anche alla collaborazione con l’Archivio storico Raffaele Rossi – conclude Di Felice – di cui vogliamo sottolineare il lavoro di Pasquale Di Ianni”.
