Caro carburanti, continua la protesta dei tir: stop e rallentamenti su A1 e A30, la mobilitazione al Sud
Sciopero dei tir - Ipa
In Campania circolazione rallentata o bloccata lungo gli snodi autostradali, in Puglia corteo sulla statale 96 di Bari, in Basilicata presidi sulle strade e in Sicilia scaffali vuoti al quinto giorno di protesta
(Adnkronos) – Continua la protesta dei tir contro il caro carburante. In Campania circolazione rallentata o addirittura bloccata per qualche ora lungo gli snodi autostradali, tra cui l’A1 e l’A30, tra Napoli Nord, Caserta Sud, Caserta Nord, ma anche a Palma Campania, Sarno, Nocera-Pagani. La protesta degli autotrasportatori è partita verso mezzanotte in zona Caianello e sta fortemente condizionando la viabilità in Campania.
Mezzi pesanti hanno bloccato il varco Bausan, in via Reggia di Portici, nei pressi dell’ingresso dell’A1. La protesta – pacifica – degli autotrasportatori, oltre a snodi autostradali, strade statali, ha toccato anche il Porto di Napoli. Intanto, a proposito di A1, è stato riaperto sulla Milano-Napoli il nodo con la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Napoli, che era stato chiuso a causa della manifestazione. Intanto, una fila chilometrica di camion ha bloccato la circolazione lungo la superstrada tra Napoli e Mondragone (Caserta), con presidi all’altezza della rotonda di Pescopagano. E ci sono lunghe file di tir anche sulla statale 268 del Vesuvio.
A Bari corteo di autotrasportatori su statale 96
Nuova manifestazione di protesta degli autotrasportatori anche in Puglia. Da Altamura è partito un corteo di 35 motrici, con la partecipazione di circa cento persone, con arrivo previsto a Bari per un incontro che è stato richiesto con il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. A Bari è programmato un presidio davanti alla sede della Presidenza della Regione Puglia, sul lungomare Nazario Sauro. Lungo il percorso i camion suonano i clacson e procedono su una corsia in direzione Bari mentre l’altra è libera per il transito di veicoli e altri mezzi, pertanto la circolazione è regolare sebbene con rallentamenti. Il corteo è autorizzato dalla Questura e i manifestanti sono scortati dalle forze dell’ordine.
”Voi bloccate il futuro. Noi blocchiamo il presente”, si legge su uno striscione esposto su una motrice. L’iniziativa è organizzata dal Consorzio Acar (Altamura Consorzio autotrasportatori riuniti) per richiedere l’attenzione delle istituzioni su alcuni temi tra cui ”il peso del caro gasolio, le difficoltà di accesso alla liquidità e le conseguenze che questi problemi producono sulla continuità delle imprese di autotrasporto e sull’intera filiera” perché ”le difficoltà degli autotrasportatori ricadono su tutta l’economia: incidono sulla distribuzione delle merci, sulle attività produttive e sui costi che ricadono su imprese e cittadini”.
Sicilia, quinto giorno di protesta e scaffali vuoti
Scaffali vuoti nei supermercati siciliani, al quinto giorno di sciopero degli autotrasportatori che protestano contro il caro carburante. Non arrivano né frutta né verdura o carni. Anche se questa mattina Salvatore Bella, che guida il Comitato autotrasportatori siciliani (Cts), fa sapere che la protesta riguarda “i porti della Sicilia” ma che le merci non vengono bloccate sullo Stretto di Messina. Né si stanno effettuando blocchi stradali né presidi sulle arterie di collegamento”.
In Basilicata presidi di autotrasportatori in varie strade, ma senza blocchi
Per protestare contro il caro-gasolio, proseguono i presidi degli autotrasportatori anche in Basilicata, ma senza blocchi stradali. Mezzi fermi e incolonnati si segnalano agli ingressi di Potenza e nel Materano, sulle strade statali 106 Jonica (tra Policoro e Scanzano Jonico) e 653 Sinnica (a Tursi). Sono tutte iniziative spontanee, nate con il passaparola, con la volontà di lanciare un segnale che è soprattutto una richiesta di attenzione. Sulla Jonica, in particolare, è il quarto giorno di protesta. Il traffico subisce rallentamenti ma è regolare. Le manifestazioni proseguono anche dopo l’annuncio della Regione Basilicata che ha deciso di stanziare 7 milioni di euro destinati ai settori maggiormente colpiti dai rincari dei carburanti, con un’attenzione particolare all’autotrasporto, alla logistica e alle imprese per le quali la movimentazione dei mezzi e il trasporto delle merci rappresentano una componente rilevante dei costi di attività. Oltre al caro-gasolio, gli autotrasportatori protestano per i mancati rimborsi delle accise e chiedono maggiore centralità nelle politiche di sviluppo. La mobilitazione, ad ogni modo, non ha sospeso le forniture di merci nella rete distributiva e commerciale della Basilicata.
La protesta in Calabria
L’annuncio di un incontro, previsto per martedì prossimo, con il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, non ha intanto placato la rabbia degli agricoltori e degli autotrasportatori in Calabria. In assenza di risposte concrete, fanno sapere i rappresentanti regionali di Fedralog e delle altre associazioni promotrici, la protesta andrà avanti a oltranza e una delegazione di manifestanti si recherà direttamente a Roma per far valere le proprie ragioni e pretendere misure concrete per alleviare la crisi che, con il caro carburante e l’aumento dei costi di produzione, sta mettendo in ginocchio l’attività di centinaia di aziende.
