LFoundry Avezzano. Successo dello sciopero ma le sfide sono tre: Occupazione – Sviluppo – Innovazione

AVEZZANO – Vertenza LFoundry Avezzano, grande successo dello sciopero indetto dai sindacati e conclusosi il 20 gennaio scorso, sulla questione rinnovo accordo, in particolar modo incentrato su pause e organizzazione del lavoro.

Una situazione che inizia ad avere i contorni del paradossale, a dire il vero, visto e considerato, lo ricordiamo ai nostri lettori, che questa vicenda prende le mosse con il mutamento di assetto di proprietà e societari che datano primavera 2019. Due anni nei quali questo stabilimento non ha ancora trovato un suo assetto definitivo e, soprattutto, anche per colpa della pandemia scoppiata lo scorso anno e ancora in atto, che non ha potuto definire un piano di azione e programmazione a lunga scadenza. Ma di questo parleremo dopo.

Durante lo sciopero in molti sono andati alla LFoundry, chi spontaneamente, come il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, chi dietro preciso invito, come nel caso del Sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, e di molti suoi colleghi.

Il Presidente Marsilio alla LFoundry di Avezzano

E iniziamo proprio dal Presidente Marsilio che, con il vicepresidente Emanuele Imprudente e l’assessore alle Politiche del Lavoro Pietro Quaresimale, ha incontrato prima i rappresentanti sindacali dei lavoratori dello stabilimento marsicano e successivamente Marcello D’Antiochia, amministratore delegato di L-Foundry. Marsilio, mostrando praticità e dimestichezza con la questioni di carattere industriale e lavorativo, ha dato la sua disponibilità, e quella della giunta regionale, a porsi da mediatori nella vicenda fra le parti.

Marco Marsilio

«La nostra iniziativa – hanno detto il Presidente e i due rappresentanti della Giunta – mira ad informare lavoratori e azienda che la Regione è pronta a sedersi intorno ad un tavolo per agevolare il confronto, nel rispetto naturalmente dei ruoli e delle argomentazioni delle parti. Lo facciamo perché riteniamo lo stabilimento L-Foundry patrimonio dell’economia abruzzese e ci interessa, in questo senso, che esso possa consolidare e rafforzare la propria presenza sul territorio. Per questo, abbiamo dato ad azienda e lavoratori la nostra piena disponibilità». Una posizione che, ovviamente, ha avuto l’apprezzamento di Sindacati, Rsu e Ad Marcello D’Antiochia, non fosse altro che per la sua concretezza.

Anche la politica ha voluto esprimersi, in particolare a sinistra, con Pd e Articolo Uno.

Così i segretari regionale e provinciale dell’Aquila del Pd, Michele Fina e Francesco Piacente: «Abbiamo avuto una riunione in videoconferenza col sottosegretario al MiSE Gian Paolo Manzella – dichiarano in una nota del PD i segretari regionale e provinciale Michele Fina e Francesco Piacente – abbiamo avuto modo di dare gli opportuni aggiornamenti al sottosegretario sulla vertenza LFoundry. Il sottosegretario Manzella si è messo a disposizione per tornare ad Avezzano ed affrontare direttamente con l’azienda la vertenza LFoundry. Ha chiesto l’incontro in una lettera appena recapitata alla proprietà. Il contributo del Pd – ha detto Piacente – è nel rafforzamento del canale con il governo, in particolare con il sottosegretario Manzella, che conosce bene la questione: nei mesi scorsi è stato in azienda per un focus specifico, un impegno che è proseguito fino a oggi. La lettera ufficiale inviata il 30 novembre scorso a sindacati e azienda nella quale si chiedevano a queste delucidazioni sul percorso industriale non ha avuto esito, ora è stata intrapresa una seconda iniziativa. In parallelo stiamo lavorando per velocizzare la convocazione del tavolo presso il Ministero, che mette assieme sindacati, proprietà e istituzioni».

Dalla parte dei lavoratori dello stabilimento avezzanese, poi, Mario Casale, ex segretario Cgil Marsica e ora rappresentante di Articolo Uno: «Esprimo pieno sostegno alla iniziativa odierna delle lavoratrici e dei lavoratori LFoundry. La forma di lotta del presidio davanti ai cancelli dello stabilimento (oltre allo sciopero in corso) è efficace e costruttiva perché coinvolge la comunità locale, le istituzioni e le associazioni.A mio avviso è la via giusta per allargare un percorso di alleanza concreta con lavoratori e lavoratrici di altre categorie, ma soprattutto con la città di Avezzano e altri paesi della Marsica. La realtà produttiva della LFoundry è essenziale per la qualificazione dello sviluppo e per il reddito territoriale, essa deve trovare l’intelligenza e la pazienza di collaborare con il territorio e sentirsi parte di esso, pur nell’ambito di un sistema imprenditoriale multinazionale. E se si vogliono dare ragione e intelligenza a questa realtà è necessario che le parti stiano “dentro” il territorio. Le lavoratrici e i lavoratori provano a farlo, alcuni sindaci raccolgono l’appello e oggi “presidiano” l’azienda, spetta ora all’impresa assumere iniziative per superare contrasti tradizionali tra le parti (dalla turnazione, a un piano industriale non condiviso, al rispetto quotidiano dei dipendenti e della delegazione sindacale). Peraltro, il momento drammatico della malattia pandemica impone a tutti responsabilità e serietà, consapevoli che al centro della vita delle persone ci sono la salute e il lavoro».

Rsu e sindacato, invece, a fine scioperi si sono dichiarati soddisfatti della partecipazione e convinti che tale adesione convincerà l’azienda a riconsiderare le proprie posizioni: «Anche per il personale in giornaliero, storico risultato di partecipazione allo sciopero in LFoundry. Mai raggiunti in passato i numeri rilevati! Difficile paragonare la percentuale complessiva dei partecipanti normalisti con quella del personale in turno, per la molteplicità delle varie funzioni: in alcuni reparti toccate punte di partecipazione del 95%. Alcuni Servizi di supporto ed attività completamente ferme. Le lavoratrici ed i lavoratori di LFoundry hanno scelto di manifestare il loro dissenso rispetto alla mancanza di prospettive, all’incertezza ed alla assenza di trasparenza delle proprietà, perché sono abituati a fare parte di una squadra ed a giocare per il loro futuro!».

L’esterno dello stabilimento avezzanese

Tornando al discorso iniziale, accordo e contratto aziendale a parte, vale la pena ricordare che, a pandemia passata, chi avrà fatto bene i compiti a casa sarà avvantaggiato sugli altri competitors, in tutti i settori produttivi, europei e mondiali, figurarsi in uno così volatile e in continua trasformazione come questo. Le sfide che in LFoundry, sia l’azienda che il sindacato, si è chiamati ad affrontare sono fondamentalmente tre: Occupazione, Sviluppo, Innovazione. Se si saprà guardare oltre il recinto e iniziare a guardare l’orizzonte, allora LFoundry avrà davanti un grande futuro, se invece si continuerà a guardare il dito ed ignorare la luna

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