Oltre 250 studenti ad Avezzano per imparare la sicurezza in rete con i Lions
AVEZZANO – “INTERconNETtiamoci… ma con la testa!”. Questo lo slogan e la linea guida che oggi, 30 ottobre, ha riempito la Sala del Castello Orsini ad Avezzano. L’incontro, organizzato dal Lions Club di Avezzano, ha coinvolto oltre 250 alunni di età compresa tra gli 11 e i 12 anni provenienti da tutti gli Istituti Comprensivi della città per affrontare il tema della sicurezza informatica e dell’uso consapevole del web.
L’evento è stato introdotto da Armida Crocenzi, socio del Club locale e referente del service. L’appuntamento ha visto una partecipazione corale di soci Lions, dirigenti scolastici, docenti e dei giovanissimi studenti delle scuole del territorio.
Un progetto di respiro nazionale
Il service “Interconnettiamoci”, nato nel 2013, rappresenta un punto fermo tra le attività sociali dei Lions in Italia. I numeri del progetto contano quasi 1.500 conferenze su tutto il territorio nazionale, raggiungendo oltre 138.000 ragazzi e 22.000 adulti.
“Il nome del progetto sintetizza perfettamente il nostro obiettivo,” ha spiegato Armida Crocenzi durante l’apertura. “Internet è una prateria di opportunità straordinarie, ma per cavalcarle senza cadere in trappola serve consapevolezza. Vogliamo che i ragazzi siano connessi, sì, ma sempre usando la testa.”
Consigli pratici contro i rischi del web
Relatore d’eccezione della giornata è stato Piero Zulli, consulente informatico forense presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti, Officer distrettuale per la 5ª e 6ª circoscrizione e socio del Lions Club di Ortona.
Nel corso del suo intervento, Zulli ha tradotto i concetti della sicurezza digitale in indicazioni pratiche per la vita quotidiana dei ragazzi. Dalla tutela della privacy sui social network ai pericoli legati al cyberbullismo, l’incontro ha fornito agli studenti indicazioni utili per navigare in modo sicuro e proteggersi dalle insidie della rete.
L’iniziativa ha sottolineato il valore della collaborazione tra scuola, associazioni di servizio ed esperti del settore, confermando che il primo strumento di protezione nell’era digitale rimane l’esercizio dello spirito critico.

