Omeopatia. Parliamone con due medici. La parola ai dottori Stefano Manera e Ciro D’Arpa

Questi sono giorni particolari, il pathos è alle stelle. Tale e tanta è la quantità di informazioni e controinformazioni che si ricevono da esasperare gli animi rendendoli lenti a riflessioni ponderate. La vita ci insegna che quando si tocca il fondo si hanno due possibilità, inabissarsi completamente, oppure stravolgere il modo di agire e pensare per rinascere.

In soldoni, forse, anche il nostro SSN ha in questo momento critico una occasione? Così come pure ciascuno di noi nel suo piccolo? Gli uomini di Scienza e le menti pensanti che governano il Paese? Sarebbe auspicabile l’acquisizione di una nuova coscienza civica, e perché no, di un orizzonte medico scientifico più sereno e disteso, e ancora l’affermazione una Medicina capace di mettere in comunione i vari saperi e strumenti a disposizione. D’altronde la Medicina non è una scienza, ma una pratica basata su scienze (chimica, fisica, biologia, ecologia…) Sarebbe veramente bello farle dialogare tutte davvero. Ma torniamo a noi… Esiste una certa ritrosia ad affrontare l’argomento con la tendenza a liquidarlo, con un “non ci credo”. Come se l’Omeopatia fosse, appunto, un “credo”. Questo è il profilo tipico dell’interlocutore poco e male informato sul tema, “vittima” inconsapevole di operazioni massmediatiche ben congegnate, che affrontano l’argomento omeopatia, spesso e volentieri, come qualcosa di estemporaneo, trattandolo alla stregua di una arlecchinata scientifica. Insomma “omeopatia” farebbe rima con “bizzarria” e niente di più!

La non sufficiente preparazione e cultura su questo tema è la triste fotografia, una delle tante,  di una Scienza Medica che ha abdicato ad una delle sue funzioni fondamentali, quale quella  di “balsamo culturale” alla costante  ricerca di confronto costruttivo , di una Scienza Medica che sta perdendo di vista i “fondamentali” , fra i quali la ricerca del benessere psicofisico degli esseri viventi , nel rispetto dell’immarcescibile principio “Primum non nuocere”. È come se mancasse quella giusta tensione e quella indispensabile curiosità scientifica, verso tutto ciò che non si è in grado di comprendere, etichettandolo frettolosamente come un “non conforme” Le coordinate per non comprendere l’omeopatia sono ampiamente fornite. È facile essere indifferenti, l’interesse richiede coraggio e il coraggio richiede carattere. E questo assunto, vale, o meglio dovrebbe valere, non solo per gli uomini di Scienza, ma anche per le teste pensanti che governano e amministrano la Sanità di un Paese, così come pure per l’uomo comune.

Il dottor Stefano Manera

1) E24: “Cerchiamo ora di riportare qualche dato grazie alla esperienza e alla competenza del dottor Stefano Manera specializzato in Anestesia e Rianimazione presso l’Università Statale di Milano. Quanti sarebbero i medici “impuniti” che “osano” esercitare la professione medica attingendo sapientemente alle loro specializzazioni in omeopatia (come dimenticare gli affondi mossi ripetutamente negli anni passati ad esempio da Piero Angela che ad esempio negli anni 2000 classificava l’omeopatia come pseudoscienza equiparabile alla magia). Più di una vota la grancassa mediatica ha minato la credibilità dell’omeopatia, che, a tutt’oggi sembra un settore che tiene bene, con un mercato che si attesta sui? Con una platea di consumatori di?  Il consumatore “tipo” di omeopatia è (titolo di studio, età)? Dottor Manera ci dica.”

  Dottor Stefano Manera: “Secondo gli ultimi dati di Omeoimprese, un italiano su cinque farebbe ricorso all’omeopatia, ovvero una cifra pari a 9 milioni di persone che almeno una volta all’anno utilizzano questa tipologia di rimedi. Un numero in crescita rispetto all’ultima indagine del 2016, nonostante il calo del 2017, causato dal ritiro di quasi 10.000 prodotti rispetto ai 13.000 presenti in commercio. Una perdita pari a un 7,2% in meno, con un fatturato che è passato da 349 milioni nel 2016 ai 324 milioni attuali. I medici italiani prescrittori di rimedi omeopatici sarebbero circa 25.000. L’utente medio della medicina omeopatica è di cultura medio-alta e prevalentemente donna. L’Omeopatia viene utilizzata e richiesta per trattare tantissime patologie tra loro molto diverse.” 

Il dottor Ciro D’Arpa

2) E24: “Ospitiamo anche il dottor Ciro D’Arpa medico omeopata, psichiatra, Responsabile del Dipartimento di Epistemologia ed Etica della Società Italiana di Medicina Omeopatica. Lei è anche autore del libro “Omeofobia” dove analizza i principali documenti che affermano che l’omeopatia è solo placebo. Le politiche in materia sanitaria che combinano opportunamente l’omeopatia sia in prevenzione che in supporto che tipo di risultati hanno dato? Può darci un ragguaglio circa lo stato dell’arte su questo tema all’estero, ma anche in casa nostra, fra le varie regioni italiane sull’affermazione dell’omeopatia in ambito ospedaliero?  E’ errato affermare che l’omeopatia può venire in supporto anche in termini di risparmio sanitario, per la nostra martoriata sanità, ormai in braghe di tela? Perché’ è così difficile riconoscere dignità scientifica all’omeopatia, anche con risultati alla mano. Benvenuto dottore ci dica”.

 Dottor Ciro D’Arpa “Nei Paesi più industrializzati, ed in particolar modo in Italia, le Istituzioni e l’opinione pubblica non hanno una visione d’insieme della effettiva situazione sanitaria della popolazione planetaria. L’OMS ha di recente dichiarato che l’Europa è in ritardo nell’auspicabile processo di integrazione delle Medicine Tradizionali nei sistemi sanitari. In interi sub-continenti dove una tale integrazione avviene (India, Cina, Brasile) si assiste ad una Medicina più equilibrata ed efficace, con minori costi e più soddisfazione dei pazienti. In Italia, l’esperienza della Regione Toscana, dove c’è una rete di ambulatori di Medicina Integrata, ha risultanze, mi sembra, dello stesso tipo Le politiche degli Stati più industrializzati rispondono ad una logica industriale-scientifica centrata sulla cura e prevenzione delle malattie. Diversamente, la Medicina Omeopatica è rivolta alla cura del singolo individuo malato in ogni suo aspetto. È un modo di intendere la cura e la guarigione abbastanza diverso. In Italia tutti i cosiddetti “medici omeopati” sono in realtà medici a doppia competenza che adoperano ogni giorno l’Omeopatia insieme alla Biomedicina corrente e realizzano perfettamente una Medicina Integrata. È un grande patrimonio di competenza che non solo non viene pienamente sfruttato, ma che è anzi osteggiato, direi in modo irresponsabile. Nell’attuale picco epidemico, ad esempio, le migliaia di pazienti positivi o fortemente sospetti degenti a casa in isolamento, non dispongono di terapie di provata efficacia per la COVID-19. Ma i medici omeopati sono perfettamente in grado, seppur telefonicamente, di individualizzare delle cure per tali pazienti. Questo è un fatto importante per i loro pazienti.”

Daremo spazio ai dottori, nuovamente, in un ulteriore approfondimento nei giorni a venire. Per ora chiudiamo citando Mahatma Gandi “L’omeopatia è il metodo terapeutico più avanzato e più raffinato che consente di trattare il paziente in modo economico e non violento” 

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