Tribunale a rischio. Il grido di dolore del Presidente Aiga Avezzano, Luigi Ranalletta

AVEZZANO – Tribunale di Avezzano a rischio soppressione, qualcuno che dice la verità c’è è la dice con coraggiosa chiarezza.

Apriamo del Presidente dell’Aiga Avezzano, Associazione Italiana Giovani Avvocati, Luigi Ranalletta che ha inviato alla nostra redazione una lettera aperta che è un vero e proprio grido di dolore.

Ranalletta parla di un “Tribunale di Avezzano che verrà soppresso nella indifferenza generale” e delle conseguenze che questo avrà sulla città e sull’intera Marsica.

La lettera aperta dell’avvocato Luigi Ranalletta

Ma lasciamo a lui spazio e parola: «La scarnificazione della città di Avezzano è in corso.

Il 14 settembre 2022 il tribunale di Avezzano verrà soppresso, perché una legge dello stato, in palese violazione dell’art.5 della Costituzione, e col pretesto di risparmiare, lo accorperà a quello dell’Aquila.

Non è vero che si risparmierà.

Non dovete credere a chi lo sostiene.

L’avvocato Luigi Ranalletta, Presidente Aiga Avezzano

Sarà il cittadino invece, a sopportare i maggiori costi per potersi difendere o per potere vedere riconosciuti i suoi diritti: maggiori oneri da sopportare per recarsi a L’Aquila, maggiori oneri per pagare le spese legali.

Già questo basterebbe a dovere indignare tutta la comunità, che pare invece non rendersi conto del grave e irreversibile danno che la Marsica subirà, scambiandolo per un danno che subiranno i soli avvocati.

E allora:

  • Il valore degli immobili si abbasserà di un buon 30%, con enorme danno per le famiglie che pagano il mutuo contratto a prezzo pieno, e per i proprietari che subiranno richieste di abbassamento dei canoni di affitto;
  • I negozi e i locali pubblici subiranno una contrazione del fatturato, perché testimoni, dipendenti del tribunale, avvocati, utenti del sistema giustizia non affolleranno più il centro;
  • Ben presto Avezzano, la quale ha già sostanzialmente perso la sua zona industriale, fiore all’occhiello negli anni ottanta e novanta, diverrà una città dormitorio, diventerà di fatto parte dell’ampio hinterland romano, e così tornerà solo la sera a dormire, come ad esempio Pomezia, basterà potenziare i trasporti su rotaia;
  • Del resto, nessuna impresa vorrà investire in un luogo privo di un facile accesso alla giustizia, per tutelare eventualmente i propri diritti;
  • Aumenterà il già diffuso senso di abbandono istituzionale, in una terra già martoriata dalla criminalità organizzata (le cosiddette agromafie).
Il Tribunale dell’Aquila

In una parola, aumenteranno le differenze abbienti e indigenti, la giustizia diverrà appannaggio di coloro che possono accedervi, con incremento della ingiustizia sociale e frustrazione irreversibile del principio di inclusione sociale, che passa anche dal potere esercitare agevolmente i basilari diritti di natura, fra i quali c’è quello di difendersi e agire a tutela dei propri diritti.

Conseguenze per tutti e quindi battaglia di tutti

E allora la battaglia per la salvezza del Tribunale dovrebbe essere di tutti.

Esercenti, imprenditori, artigiani, commercianti, proprietari di locali commerciali: tutti dovremmo andare a farci sentire a Roma, in protesta permanente!

Stiamo lasciando ai nostri figli, nella indifferenza generale, una valle di lacrime.

Come avvocato, e come presidente della sezione avezzanese di Aiga (Associazione Italiana Giovani Avvocati) non posso non gridare ogni giorno la mia indignazione, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica».

Non possiamo che condividere in pieno il ragionamento dell’avvocato Ranalletta che ripoprta tutti a ragionare sulla realtà dei fatti.

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