Un’erica per Verrecchie: il segno dell’Associazione Alumni UniMarconi per un legame che continua a fiorire

Una pianta messa a dimora davanti alla Chiesa Vecchia di Sant’Egidio Abate come simbolo di amicizia, incontro e valorizzazione del territorio.

VERRECCHIE – Un piccolo gesto per lasciare un segno concreto e simbolico del proprio passaggio. È con la donazione di una pianta di erica, messa a dimora davanti all’ingresso della Chiesa Vecchia di Sant’Egidio Abate, che l’Associazione Alumni dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi ha voluto ricordare la giornata trascorsa a Verrecchie, frazione del Comune di Cappadocia (AQ), lo scorso 31 ottobre.

Una scelta non casuale: l’erica, pianta resistente e capace di crescere anche in condizioni difficili, richiama i valori della forza, della perseveranza e della capacità di mettere radici. Un simbolo che l’Associazione ha voluto dedicare al borgo e alla sua comunità, con l’auspicio che possa crescere e fiorire nel tempo, proprio come il rapporto di amicizia e collaborazione avviato in questa occasione.

La delegazione Alumni, accompagnata dalla Vicepresidente Rossella Franzolin, è stata accolta dalla Pro Loco di Verrecchie e ha partecipato a una giornata dedicata alla scoperta del patrimonio storico, culturale e naturalistico del paese.

Il programma ha previsto la visita alla Chiesa Vecchia di Sant’Egidio Abate, risalente al XII secolo, con la possibilità di ammirare le opere della 1ª Mostra Fotografica Collettiva, e all’antico Mulino, oggi sede del Museo della Civiltà Contadina, custode della memoria rurale del territorio. La giornata è proseguita con la partecipazione alla tradizionale Polentata in piazza, momento di convivialità e incontro con la comunità, e con un’escursione nei boschi circostanti per ammirare i colori del foliage autunnale.

Un’occasione di conoscenza e condivisione che ha visto anche la partecipazione di Cristiano Satariano, Consigliere comunale di Cappadocia delegato alla Cultura, e che l’Associazione Alumni UniMarconi auspica possa rappresentare l’inizio di nuove opportunità di collaborazione. Perché valorizzare i piccoli borghi significa soprattutto incontrare le persone, conoscerne le tradizioni e contribuire, anche attraverso piccoli gesti, a mantenere vivi i legami con i territori.