Milano, dal 15 ottobre in mostra “Notebook” di Giuseppe di Piazza: 100 fotografie che raccontano cultura e società italiana

(Adnkronos) – Cento ritratti scattati in quasi 50 anni, dal 1978 al 2025. Artisti, intellettuali, musicisti, sportivi e attori, da Dario Fo a Umberto Eco, da Paolo Villaggio a Ornella Vanoni, da Diego Armando Maradona a Gianni Minà. Sono i volti ritratti in “Notebook”, la mostra fotografica di Giuseppe di Piazza che dal 15 ottobre apre i battenti a Milano, ospitata da Ventura Academy negli spazi della Fabbrica del Vapore. La tappa milanese si arricchisce di un ritratto inedito di Simona Ventura, scattato da Di Piazza nel 2026. La Ventura Academy è un luogo di incontro e di confronto culturale voluto da Giovanni Terzi e Simona Ventura. Sono stati loro a volere fortemente la mostra alla Fabbrica del Vapore, aprendo i propri spazi a un racconto per immagini che attraversa quasi mezzo secolo di vita culturale italiana. 

“Notebook” non vuole essere una semplice galleria di ritratti, ma un blocco degli appunti per immagini di un cronista che non ha mai abbandonato la macchina fotografica. Prima con una Nikon, oggi una Leica, Di Piazza ha cominciato a fotografare a dodici anni e a fare il giornalista a ventuno. “Posso dire che la fotografia è stata il mio primo linguaggio”, racconta. Riguardando i suoi archivi, è possibile notare “una autobiografia scritta attraverso i volti degli altri – spiega – attraverso gli sguardi che ho colto durante incontri strabilianti, divertenti, unici”. In mostra ci sono persone appena sfiorate per il tempo di uno scatto e altre diventate amicizie per la vita. Il percorso rende omaggio alle tre città della sua carriera: Palermo con L’Ora, Roma con Reporter e Il Messaggero e Milano con il Corriere della Sera, Max e Sette. 

Ogni ritratto nasce da un incontro, e ogni incontro ha la sua storia. Tra le immagini più iconiche c’è una fotografia scattata a Ornella Vanoni nel 2012, in Maremma, ospite di un amico comune, colta in un momento intimo e pensieroso, con il suo cagnolino. Nello stesso anno ritrae Paolo Villaggio, nella sua casa a Roma, alla vigilia degli ottant’anni: prima lo “massacrò” con il suo humour, poi si lasciò fotografare mostrando anche le sue fragilità. Poi quella fatta a Diego Armando Maradona e Gianni Minà, nel 2013. Il “dio del calcio” in visita al Corriere della Sera ritrova il suo grande amico. Due secondi di silenzio, poi un lungo abbraccio: “Scattai tutta la sequenza”. Nel 2014 Di Piazza fotografa Dario Fo, intervistato nello studio di Porta Romana tra i suoi mille pennarelli, solo pochi mesi dopo la scomparsa di Franca Rame. Tre anni dopo è il momento di Francesco Totti, ritratto all’olimpico, sei mesi dopo l’addio al calcio. Un’immagine sul lutto dei tifosi romanisti. E ancora Umberto Eco, Emma Marrone, Cristiana Capotondi, Giovanni Terzi, Lucrezia Lante della Rovere, Elio Fiorucci, Emilio Isgrò, Letizia Battaglia, Gianni Berengo Gardin e Ferdinando Scianna, Giovanni Gastel, Gillo Dorfles. La mostra è accompagnata dal volume “Notebook. Fotografie, incontri e parole” (Il Cigno Gg Edizioni). Raccoglie 150 ritratti e 150 brevi profili scritti da Di Piazza sui personaggi fotografati, con prefazione di Diego Mormorio e postfazione di Giancarlo Dotto. 

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