Fiume Liri, un monitoraggio in tempo reale contro le morie di pesci: la Regione apre al progetto

Le trote morte trovate stamattina nel Fiume Liri (Foto tratta dalla pagina Facebook "Trout No Kill" pubblicata da Massimiliano Ceccarelli)

Il Contratto di Fiume Liri propone centraline e campionatori automatici nel tratto tra Capistrello e Balsorano. Previsto un sistema di rilevazione ogni 15 minuti e un tavolo tecnico con gli enti competenti. I fondi per due anni di attività sono già disponibili.

CAPISTRELLO – BALSORANO Smettere di inseguire le emergenze e riuscire finalmente a prevenirle. È questo l’obiettivo del progetto di monitoraggio continuo del fiume Liri proposto dal Contratto di Fiume Liri alla Regione Abruzzo, dopo l’episodio di moria di fauna ittica verificatosi nell’agosto 2026.

L’iniziativa punta a individuare tempestivamente le anomalie della qualità delle acque e a raccogliere dati e campioni nel momento stesso in cui si manifesta un fenomeno anomalo. Un passaggio fondamentale per fare luce su episodi che si ripetono da anni, soprattutto nei mesi più caldi e nei periodi di magra, senza che sia stato possibile accertarne in maniera risolutiva le cause.

Il problema è legato anche alla rapidità degli eventi. Un eventuale scarico anomalo può attraversare il tratto di fiume compreso tra Capistrello e Balsorano in poche ore, diluendosi progressivamente. Quando scatta la segnalazione e vengono effettuati i prelievi, l’inquinante potrebbe essere già passato e i parametri dell’acqua potrebbero essere rientrati nei limiti di legge. Le analisi, quindi, rischiano di non riuscire a ricostruire quanto accaduto.

Da qui la proposta di cambiare approccio: non intervenire soltanto dopo l’emergenza, ma dotarsi di strumenti capaci di rilevarla mentre si verifica.

Centraline ogni 15 minuti e allarmi automatici. Il progetto, elaborato dal gruppo tecnico interdisciplinare del Contratto di Fiume Liri, prevede l’installazione di sonde multiparametriche in alcuni punti strategici del corso d’acqua. Le apparecchiature raccoglierebbero dati ogni 15 minuti e trasmetterebbero un allarme automatico quando uno dei parametri monitorati supera le soglie stabilite.

All’allarme sarebbe collegata l’attivazione di un campionatore automatico refrigerato, destinato a raccogliere e conservare un campione d’acqua da sottoporre alle analisi. L’intervento potrebbe essere seguito da ulteriori approfondimenti, con il prelievo e lo studio di pesci, macroinvertebrati, sedimenti e altri elementi utili a comprendere l’origine e gli effetti del fenomeno.

L’obiettivo è disporre di informazioni tempestive e di campioni raccolti nel momento giusto, aumentando le possibilità di individuare le cause delle anomalie e di fornire elementi utili agli eventuali accertamenti.

Le criticità del Liri sono note, ma mancano risposte definitive. Le principali pressioni sul tratto del Liri identificato come Liri 2 sono già state evidenziate nel Piano di tutela delle acque della Regione Abruzzo.

Tra gli elementi da approfondire figurano il collegamento con il Fucino, che raccoglie le acque della piana, i depuratori della Valle Roveto con i relativi sfioratori di piena e le derivazioni e restituzioni idriche, che possono determinare variazioni di portata e temperatura e creare condizioni di magra artificiale.

Sono fattori che richiedono una valutazione complessiva, mettendo in relazione la qualità dell’acqua con la gestione delle risorse idriche e le caratteristiche del territorio. Tuttavia, le cause specifiche degli episodi anomali che da tempo interessano il fiume non sono state finora accertate in maniera risolutiva.

Per questo il monitoraggio continuo viene considerato uno strumento essenziale per passare dalle segnalazioni alle verifiche puntuali, con dati confrontabili e maggiori possibilità di ricostruire gli eventi.Un tavolo tecnico con tutti gli enti coinvolti.

Accanto alle apparecchiature, il Contratto di Fiume Liri propone un coordinamento stabile tra le istituzioni e gli enti che già svolgono attività di controllo, monitoraggio e gestione delle acque.La proposta presentata alla Regione prevede la valutazione dell’attivazione di un tavolo tecnico interdisciplinare con il coinvolgimento, tra gli altri, di ARTA Abruzzo, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale”, del Consorzio di Bonifica Ovest – Bacino Liri-Garigliano, dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale, del Consorzio Acquedottistico Marsicano e dei servizi competenti della Regione Abruzzo.Il primo passo potrebbe essere la condivisione dei dati e delle informazioni già disponibili, per costruire un quadro comune delle criticità e definire eventuali ulteriori verifiche, senza sovrapporsi ai controlli e ai procedimenti già in corso.

La proposta è stata presentata dai sindaci dei nove Comuni del Contratto di Fiume Liri, in una prima fase all’assessore regionale Emanuele Imprudente e successivamente, per un confronto tecnico, ai funzionari e alla dirigente del Servizio Gestione e Qualità delle Acque, Sabrina Di Giuseppe.

Dalla Regione è arrivato un riscontro positivo, con la disponibilità a sostenere l’attivazione del tavolo tecnico.Finanziamenti già previsti per due anni.

Un elemento importante riguarda le risorse economiche: i costi delle centraline e delle attività di monitoraggio per i successivi due anni rientrano negli interventi già finanziati dalla Regione Abruzzo al Contratto di Fiume Liri attraverso i fondi FSC e FESR 2021-2027.L’iniziativa può quindi contare su una copertura già prevista per avviare il percorso, con l’obiettivo di rendere il monitoraggio uno strumento concreto di conoscenza e tutela del fiume.

La proposta segna un passo importante verso una gestione condivisa delle problematiche del Liri. Mettere insieme istituzioni, amministrazioni, tecnici, enti di controllo e associazioni significa provare a superare interventi frammentati e risposte tardive.

La sfida è chiara: arrivare prima che l’anomalia scompaia, raccogliere le prove necessarie e individuare finalmente le cause dei fenomeni che minacciano il fiume.